Sicurezza
Ragazzi speciali con la racchetta in mano
Al Tce corsi di beach tennis organizzati con le Iron Mamme per giovani autistici e down
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GROSSETO. Due corsi, uno in programma il lunedì ed un altro il venerdì per dieci ragazzi autistici e down sotto la guida di cinque istruttori federali.
È questo il progetto che l’Asd Beach Tennis Toscana sta portando avanti da novembre e lo farà fino a giugno sui campi del Tennis club Europa di via Bulgaria, in collaborazione con l’associazione onlus Iron Mamme impegnata a dare un sostegno a trenta minori con vari handicap.
«I corsi – dice Luca Bidolli, presidente della Beach Tennis Toscana e coordinatore nazionale beach tennis della Federazione italiana tennis – si svolgono con le stesse modalità dei comuni corsi di beach tennis».
Scopo dell’iniziativa è quella di aiutare lo sviluppo psico-motorio degli iscritti che sono inclusi in una fascia d’età dai 10 ai 16 anni.
«Siamo partiti con una lezione-test – continua Bidolli che è anche ideatore del progetto – fatta su due gruppi di cinque ragazzi ciascuno e la prova ha dato esito positivo, per cui abbiamo subito deciso di dare il via alle lezioni» .
I giorni sono il lunedì ed il venerdì e l’orario è 15-16. 30 in cui l’istruttore insegna a chi possiede disabilità da autismo e down ad acquisire la giusta confidenza con la racchetta attraverso il movimento più coordinato possibile della battuta e della risposta di dritto, rovescio o smash.
Cinque sono gli istruttori federali: Luca Giabbani (ora promosso anche maestro nazionale), Manuel Magnani, Marco Leli, Marco Quattrini, Emiliano Cini: sono i supervisori che si dedicano al progetto per circa due ore e mezzo a settimana e sempre loro hanno notato sensibili miglioramenti nei ragazzi dopo qualche logica difficoltà iniziale.
«Sicuramente – dice Giabbani – dalle prime uscite in cui erano spaesati e a fatica si orientavano sul campo, ora riescono a camminare meglio nella metà campo, a palleggiare, a colpire la pallina con buona precisione.
A livello di interazione personale è sempre andato tutto bene, qualche ostacolo iniziale lo abbiamo trovato nel trasmettere le basi dei gioco ma era inevitabile» .
«Quando vedi sorridere questi bambini – aggiunge con un pizzico d’orgoglio Magnani – per noi istruttori è una grande soddisfazione».
Bambini e istruttori da qualche giorno sono fermi per la sosta natalizia ma il progetto riprenderà a gennaio e così potrà proseguire questa bella iniziativa di un’associazione, la Beach Tennis Toscana, che ha aperto il cuore ad un evento che lega sport a solidarietà.
«Ci piace, ci divertiamo insieme a loro – raccontano gli istruttori e Bidolli – non vediamo l’ora di riprendere» .
Intanto qualche altre idea (stage o torneo) sta venendo in mente agli organizzatori in vista dell’estate ma ancora è tutto in fase di studio.
Parte del merito per la buona riuscita del progetto va a Nicola Perosi, tesserato dell’Asd Beach Tennis Toscaba che ha permesso l’incontro tra Iron Mamme e Beach Tennis Toscana.
«Li chiamo ragazzi speciali – commenta – tutti con diverse attitudini che ho riscontrato dall’inizio dei corsi: cè chi ha più attenzione per seguire le lezioni e chi invece ha maggior coordinazione fisica».
«Siamo soddisfatti – dicono due genitori, Sandra Magagnini e Raffaele Parisi – dei passi da gigante dei nostri figli oltre che nel beneficio fisico e mentale che stanno ricevendo e dell’interazione fra loro e con gli istruttori».
Stefano Fabbroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È questo il progetto che l’Asd Beach Tennis Toscana sta portando avanti da novembre e lo farà fino a giugno sui campi del Tennis club Europa di via Bulgaria, in collaborazione con l’associazione onlus Iron Mamme impegnata a dare un sostegno a trenta minori con vari handicap.
«I corsi – dice Luca Bidolli, presidente della Beach Tennis Toscana e coordinatore nazionale beach tennis della Federazione italiana tennis – si svolgono con le stesse modalità dei comuni corsi di beach tennis».
Scopo dell’iniziativa è quella di aiutare lo sviluppo psico-motorio degli iscritti che sono inclusi in una fascia d’età dai 10 ai 16 anni.
«Siamo partiti con una lezione-test – continua Bidolli che è anche ideatore del progetto – fatta su due gruppi di cinque ragazzi ciascuno e la prova ha dato esito positivo, per cui abbiamo subito deciso di dare il via alle lezioni» .
I giorni sono il lunedì ed il venerdì e l’orario è 15-16. 30 in cui l’istruttore insegna a chi possiede disabilità da autismo e down ad acquisire la giusta confidenza con la racchetta attraverso il movimento più coordinato possibile della battuta e della risposta di dritto, rovescio o smash.
Cinque sono gli istruttori federali: Luca Giabbani (ora promosso anche maestro nazionale), Manuel Magnani, Marco Leli, Marco Quattrini, Emiliano Cini: sono i supervisori che si dedicano al progetto per circa due ore e mezzo a settimana e sempre loro hanno notato sensibili miglioramenti nei ragazzi dopo qualche logica difficoltà iniziale.
«Sicuramente – dice Giabbani – dalle prime uscite in cui erano spaesati e a fatica si orientavano sul campo, ora riescono a camminare meglio nella metà campo, a palleggiare, a colpire la pallina con buona precisione.
A livello di interazione personale è sempre andato tutto bene, qualche ostacolo iniziale lo abbiamo trovato nel trasmettere le basi dei gioco ma era inevitabile» .
«Quando vedi sorridere questi bambini – aggiunge con un pizzico d’orgoglio Magnani – per noi istruttori è una grande soddisfazione».
Bambini e istruttori da qualche giorno sono fermi per la sosta natalizia ma il progetto riprenderà a gennaio e così potrà proseguire questa bella iniziativa di un’associazione, la Beach Tennis Toscana, che ha aperto il cuore ad un evento che lega sport a solidarietà.
«Ci piace, ci divertiamo insieme a loro – raccontano gli istruttori e Bidolli – non vediamo l’ora di riprendere» .
Intanto qualche altre idea (stage o torneo) sta venendo in mente agli organizzatori in vista dell’estate ma ancora è tutto in fase di studio.
Parte del merito per la buona riuscita del progetto va a Nicola Perosi, tesserato dell’Asd Beach Tennis Toscaba che ha permesso l’incontro tra Iron Mamme e Beach Tennis Toscana.
«Li chiamo ragazzi speciali – commenta – tutti con diverse attitudini che ho riscontrato dall’inizio dei corsi: cè chi ha più attenzione per seguire le lezioni e chi invece ha maggior coordinazione fisica».
«Siamo soddisfatti – dicono due genitori, Sandra Magagnini e Raffaele Parisi – dei passi da gigante dei nostri figli oltre che nel beneficio fisico e mentale che stanno ricevendo e dell’interazione fra loro e con gli istruttori».
Stefano Fabbroni
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