Sicurezza
La Gloriosa si tinge d’azzurro per il big match con il Porto
di Michele Nannini
Il terzo turno di Eurolega si giocherà sabato pomeriggio al Capannino Gli Eagles chiamano a raccolta il pubblico delle grandi occasioni del Follonica
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FOLLONICA. Sono già partiti gli appelli, decisamente diretti. «Speriamo che Follonica torni Hockey City». Firmato Enrico Mariotti. «Riempiamo la Gloriosa». Firmato gli Ultras Eagles.
La Gloriosa, ovvero la curva del tifo più caldo del Follonica Hockey, sarà di sicuro quella delle grandi occasioni per la sfida degli azzurri alla corazzata Porto, terzo turno di Eurolega che vede maremmani e lusitani appaiati in classifica a quota 6 nel gruppo B dopo due giornate. In anticipo sull’orario serale tradizionale per evitare pericolose concomitanze calcistiche, Follonica-Porto sarà sabato pomeriggio alle ore 18 la sfida che riporterà al Capannino una delle formazioni più blasonate d’Europa, battuta lo scorso aprile dal Reus di Enrico Mariotti nei quarti di finale della massima competizione continentale. Logici quindi i propositi di riscossa da parte della formazione lusitana che in questa fase iniziale dell’Eurolega ha messo in scena un cammino da schiacciasassi con 24 gol fatti e un solido +19 nella casella della differenza reti, di gran lunga la formazione con i numeri migliori di tutti e quattro i gironi. Sono sette i precedenti nell’era recente fra Follonica e Porto, tutti a cavallo degli anni d’oro degli Immarcabili. Benissimo per i colori azzurri i primi tre confronti: nel 2006, l’anno del trionfo di Torres Novas, fu vittoria al Capannino per 3-2, con gol pure di Enrico Mariotti su rigore, e pareggio per 4-4 in Portogallo in una sfida buona solo per gli annali (ed anche qua doppietta dell’attuale tecnico azzurro).
Nella final four il 9-4 con cui si aprirono le danze indirizzò la coppa verso i caldi lidi follonichesi. Da quel giorno in poi invece a ridere sono stati solo i lusitani: un anno dopo nel gruppo A si ritrovarono Bassano, Reus, Porto e Follonica e gli azzurri finirono addirittura all’ultimo posto. Nella sfida di andata il Porto dominò il primo tempo in riva al golfo chiuso avanti per 0-6 sotto gli occhi increduli del pubblico dell’Armeni; il botta e risposta ad inizio ripresa portò il punteggio sull’1-7 e da lì iniziò una clamorosa rimonta che nel catino infernale del Capannino si fermò sul 6-7, con gli azzurri senza Ale Bertolucci e con Enrico al rientro dopo qualche settimana di stop. Poca gloria ci fu anche ad Oporto nella sfida di ritorno, vinta per 5-1 dai padroni di casa che poi furono fermati in final four dal Barcellona. Nuovo capitolo nell’Eurolega del 2010 con la formula inedita della final six e la disputa di due spareggi per completare il programma delle finaliste: il Follonica, che finì secondo nel gruppo A dietro al Vic, si giocò l’accesso all’ultimo atto contro il Porto a sua volta secondo nel gruppo D dietro al Valdagno, ed anche qui arrivarono due sconfitte, 4-6 al Capannino e 5-2 in Portogallo. Anche quest’anno, noblesse oblige, toccherà ai portoghesi affrontare da favoriti il doppio confronto.
Al Follonica il compito di ricreare l’ambiente magico del periodo d’oro di Hockey City, giusto per far capire a Reinaldo Garcia e compagni che comunque vada in riva al golfo non sarà mai una passeggiata.
La Gloriosa, ovvero la curva del tifo più caldo del Follonica Hockey, sarà di sicuro quella delle grandi occasioni per la sfida degli azzurri alla corazzata Porto, terzo turno di Eurolega che vede maremmani e lusitani appaiati in classifica a quota 6 nel gruppo B dopo due giornate. In anticipo sull’orario serale tradizionale per evitare pericolose concomitanze calcistiche, Follonica-Porto sarà sabato pomeriggio alle ore 18 la sfida che riporterà al Capannino una delle formazioni più blasonate d’Europa, battuta lo scorso aprile dal Reus di Enrico Mariotti nei quarti di finale della massima competizione continentale. Logici quindi i propositi di riscossa da parte della formazione lusitana che in questa fase iniziale dell’Eurolega ha messo in scena un cammino da schiacciasassi con 24 gol fatti e un solido +19 nella casella della differenza reti, di gran lunga la formazione con i numeri migliori di tutti e quattro i gironi. Sono sette i precedenti nell’era recente fra Follonica e Porto, tutti a cavallo degli anni d’oro degli Immarcabili. Benissimo per i colori azzurri i primi tre confronti: nel 2006, l’anno del trionfo di Torres Novas, fu vittoria al Capannino per 3-2, con gol pure di Enrico Mariotti su rigore, e pareggio per 4-4 in Portogallo in una sfida buona solo per gli annali (ed anche qua doppietta dell’attuale tecnico azzurro).
Nella final four il 9-4 con cui si aprirono le danze indirizzò la coppa verso i caldi lidi follonichesi. Da quel giorno in poi invece a ridere sono stati solo i lusitani: un anno dopo nel gruppo A si ritrovarono Bassano, Reus, Porto e Follonica e gli azzurri finirono addirittura all’ultimo posto. Nella sfida di andata il Porto dominò il primo tempo in riva al golfo chiuso avanti per 0-6 sotto gli occhi increduli del pubblico dell’Armeni; il botta e risposta ad inizio ripresa portò il punteggio sull’1-7 e da lì iniziò una clamorosa rimonta che nel catino infernale del Capannino si fermò sul 6-7, con gli azzurri senza Ale Bertolucci e con Enrico al rientro dopo qualche settimana di stop. Poca gloria ci fu anche ad Oporto nella sfida di ritorno, vinta per 5-1 dai padroni di casa che poi furono fermati in final four dal Barcellona. Nuovo capitolo nell’Eurolega del 2010 con la formula inedita della final six e la disputa di due spareggi per completare il programma delle finaliste: il Follonica, che finì secondo nel gruppo A dietro al Vic, si giocò l’accesso all’ultimo atto contro il Porto a sua volta secondo nel gruppo D dietro al Valdagno, ed anche qui arrivarono due sconfitte, 4-6 al Capannino e 5-2 in Portogallo. Anche quest’anno, noblesse oblige, toccherà ai portoghesi affrontare da favoriti il doppio confronto.
Al Follonica il compito di ricreare l’ambiente magico del periodo d’oro di Hockey City, giusto per far capire a Reinaldo Garcia e compagni che comunque vada in riva al golfo non sarà mai una passeggiata.
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