Gioco
Il Grifone paga di nuovo le solite distrazioni in difesa
di Paolo Franzò
Anche a Santa Croce i biancorossi si sono fatti sorprendere su calcio di punizione Non bastano gli allenamenti specifici. Il primo posto si allontana sempre di più
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GROSSETO. Analizzare quanto accaduto a Santa Croce sull’Arno significa dover andare a rivedere quasi tutto il film di questo girone di andata che va a concludersi domenica prossima.
Una serie infinita e ripetuta di errori, distrazioni, amnesie difensive, o chiamatele come preferite, che sono costate al Grifone molti dei 7 punti che oggi i biancorossi devono rendere di distacco alla capolista Sangimignano. Dopo, possiamo parlare della sfortuna, dei tanti infortuni eccellenti e quindi delle assenze pesanti e di tutto il resto. La verità è che, con un pizzico di attenzione in più, oggi saremmo qui a parlare di un campionato diverso e in linea con le aspettative di tutti, società in primis. Un girone di andata quindi in cui a pesare in maniera negativa, sul bilancio della squadra di Gigi Consonni, sono gli episodi e nello specifico, quelli su palla inattiva. Solo tra Piombino e Cuoiopelli, i torelli hanno lasciato sul campo ben 3 punti. Poi, basta risalire indietro, a Castelnuovo Garfagnana per esempio, per ritrovare altre situazioni similari.
E dire che la squadra si allena costantemente e ripetutamente su queste situazioni. Palle inattive all’infinito, nel tentativo di allenare questa squadra a difendersi. Poi, arrivi al minuto 92 di una gara vitale in ottica di rimonta in classifica, in casa della seconda della graduatoria, una partita che hai in pugno, persino con un uomo in più, con già in tasca quei 3 punti che ti rilancerebbero alla grande e invece una volta ancora si butta via tutto.
La sequenza del gol del pareggio della Cuoiopelli è da brividi. Punizione dalla trequarti, in un’area biancorossa dove si contano ben 9 giocatori di Consonni, contro 7 dei padroni di casa. Sulla prima spizzata di testa, pallone per aria e tutti col naso all’insù; soprattutto quelli del Grosseto che sulla seconda palla hanno già perso tutte le marcature, col solo Mesinovic (poi comunque anticipato) rimasto attaccato all’uomo. Quelli della Cuoio, seppure di meno, sembrano di più e soprattutto sono tutti liberi. Il gol diventa quindi una conseguenza inevitabile. Un film horror già visto e rivisto in tutte le salse quest’anno. In molti invocano interventi decisi, non solo sul mercato, da parte della società. In questi casi si sa; il primo ad essere sul banco degli imputati è l’allenatore.
Lo sa bene anche lui, Gigi Consonni. Lo sa talmente bene da aver stilato, d’accordo con la società, una tabella relativa a 3 partite (le ultime due gare giocate, più la prossima), domenica con il Gambassi allo Zecchini. Una tabella che prevedeva un minimo di 7 punti da portare a casa, pena le dimissioni in toto dello staff tecnico e quindi, ancora possibile da centrare, in caso di vittoria. Un ruolino di marcia che però pare non bastare in ottica primo posto, che si allontana, di altri 2 punti. Un gap colmabile solo con un girone di ritorno da record. Sul come e dove intervenire, ognuno ha le proprie rispettabili idee e di certo la società non resterà con le mani in mano. Non dimentichiamo però, che distruggere è assai più facile che costruire e che comunque esistono pur sempre i playoff e una Coppa Italia, come strade secondarie. Più lunghe e tortuose, ma che pure conducono alla medesima meta.
Una serie infinita e ripetuta di errori, distrazioni, amnesie difensive, o chiamatele come preferite, che sono costate al Grifone molti dei 7 punti che oggi i biancorossi devono rendere di distacco alla capolista Sangimignano. Dopo, possiamo parlare della sfortuna, dei tanti infortuni eccellenti e quindi delle assenze pesanti e di tutto il resto. La verità è che, con un pizzico di attenzione in più, oggi saremmo qui a parlare di un campionato diverso e in linea con le aspettative di tutti, società in primis. Un girone di andata quindi in cui a pesare in maniera negativa, sul bilancio della squadra di Gigi Consonni, sono gli episodi e nello specifico, quelli su palla inattiva. Solo tra Piombino e Cuoiopelli, i torelli hanno lasciato sul campo ben 3 punti. Poi, basta risalire indietro, a Castelnuovo Garfagnana per esempio, per ritrovare altre situazioni similari.
E dire che la squadra si allena costantemente e ripetutamente su queste situazioni. Palle inattive all’infinito, nel tentativo di allenare questa squadra a difendersi. Poi, arrivi al minuto 92 di una gara vitale in ottica di rimonta in classifica, in casa della seconda della graduatoria, una partita che hai in pugno, persino con un uomo in più, con già in tasca quei 3 punti che ti rilancerebbero alla grande e invece una volta ancora si butta via tutto.
La sequenza del gol del pareggio della Cuoiopelli è da brividi. Punizione dalla trequarti, in un’area biancorossa dove si contano ben 9 giocatori di Consonni, contro 7 dei padroni di casa. Sulla prima spizzata di testa, pallone per aria e tutti col naso all’insù; soprattutto quelli del Grosseto che sulla seconda palla hanno già perso tutte le marcature, col solo Mesinovic (poi comunque anticipato) rimasto attaccato all’uomo. Quelli della Cuoio, seppure di meno, sembrano di più e soprattutto sono tutti liberi. Il gol diventa quindi una conseguenza inevitabile. Un film horror già visto e rivisto in tutte le salse quest’anno. In molti invocano interventi decisi, non solo sul mercato, da parte della società. In questi casi si sa; il primo ad essere sul banco degli imputati è l’allenatore.
Lo sa bene anche lui, Gigi Consonni. Lo sa talmente bene da aver stilato, d’accordo con la società, una tabella relativa a 3 partite (le ultime due gare giocate, più la prossima), domenica con il Gambassi allo Zecchini. Una tabella che prevedeva un minimo di 7 punti da portare a casa, pena le dimissioni in toto dello staff tecnico e quindi, ancora possibile da centrare, in caso di vittoria. Un ruolino di marcia che però pare non bastare in ottica primo posto, che si allontana, di altri 2 punti. Un gap colmabile solo con un girone di ritorno da record. Sul come e dove intervenire, ognuno ha le proprie rispettabili idee e di certo la società non resterà con le mani in mano. Non dimentichiamo però, che distruggere è assai più facile che costruire e che comunque esistono pur sempre i playoff e una Coppa Italia, come strade secondarie. Più lunghe e tortuose, ma che pure conducono alla medesima meta.
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