Attenzione
Calcio, il Sant’Andrea si prende il 10 e lode
Decima vittoria di fila in 2ª categoria e sfilza di record: il grande volo di una piccola squadra
Dieci e lode: il Sant’Andrea incassa la decima vittoria consecutiva sul sul difficile campo senese de La Sorba Casciano. E infila a un’altra perla alla sua luccicante catena di record: 10 vittorie di fila, primo posto in classifica con 30 punti, nessuna sconfitta, migliore attacco (33 gol) e miglior difesa (solo 4 reti subite), la squadra della piccola frazione rurale di Magliano in Toscana, girone G di seconda categoria, non ha rivali in tutta la regione, a qualsiasi livello.
Mentre il calcio dei milionari fa piangere una nazione intera, una squadra di provincia infiamma i cuori dei suoi tifosi. Sotto la guida attenta di mister Luciano Tommasi i ragazzi del Sant’Andrea danno l’anima in campo e vincono tutte le partite. Niente stipendi da capogiro, niente star, ma solo “giovanotti” dai 20 ai 38 anni che studiano e lavorano; e che per mantenere alto il nome del Sant’Andrea su tutti i campi, si allenano tre volte a settimana nel campo sportivo della frazione. Uomini alla soglia dei 40 che in campo, atleticamente e spiritualmente, sembrano leoni e sono un esempio anche per i più giovani.
«La decima è andata – commenta Tommasi poco dopo il fischio finale a Murlo – è stata una buona partita contro una buona squadra su un campo difficile. Ci hanno fatto molto piacere i complimenti degli avversari a fine gara».
Tommasi usa sempre toni pacati. Sa che la sconfitta nel calcio è sempre dietro l’angolo e basta poco per perdere punti importanti. Si gode la vetta, ma analizza la situazione tenendo i piedi a terra. «La società ha costruito una squadra importante, pronta a lottare per le posizioni di vertice – spiega – anche perché altrimenti certi risultati non sarebbero arrivati. È anche vero però che siamo stati assistiti, in alcune occasioni, da un pizzico di fortuna e le prossime cinque partite ci diranno cosa vogliamo fare da grandi».
Non c’è tempo per crogiolarsi sugli allori. Sono in arrivo due derby e scontri con squadre importanti, che metteranno alla prova la formazione di Tommasi. «Sappiamo benissimo che la sconfitta prima o poi arriverà. Non esiste che una squadra possa vincere tutte le partite. Quando accadrà dovremo essere bravi a reagire e non farci condizionare».
La realtà del Sant’Andrea è familiare. Il campo dove la squadra si allena è un centro di aggregazione per la piccola comunità. Una formazione scelta guardando prima agli uomini e poi alle loro qualità tecniche. «Abbiamo la fortuna di lavorare con molta serenità e intensità. La nostra squadra potrebbe giocare tranquillamente in una categoria superiore».
Tommasi vive anche un riscatto personale dopo la brutta stagione a Manciano l’anno scorso. Lì, in nove partite, nemmeno una vittoria: tre pareggi e sei sconfitte che sono costate al Manciano la retrocessione. «Avevo bisogno di ritrovare il sorriso e per adesso – dice – questi ragazzi mi hanno aiutato». L’allenatore definisce i suoi calciatori «uomini veri» e se stesso «il meno allenatore della provincia di Grosseto».
Se però dovesse riconoscersi un merito, forse è quello di essere riuscito a creare e mantenere un gruppo affiatato. «Non ho dato nulla di importante dal punto di vista tattico e tecnico. Credo di averlo fatto dal punto di vista umano». Sant’Andrea calcio, una piccola realtà calcistica in cui si vince con umiltà, lavoro e sudore. Che sia il segreto per asciugare anche le lacrime del calcio milionario?
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