Attenzione
Adesso tocca a Mariotti dare la scossa
di Michele Nannini
Hockey Follonica, presentato il nuovo coach: «Non ci poniamo obiettivi immediati, l’importante è recuperare serenità»
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FOLLONICA. Da ieri mattina il Follonica Hockey ha il suo nuovo condottiero. Enrico Mariotti è stato presentato alla pista Armeni nella sala dei trofei, buona parte dei quali proprio lui ha contribuito in maniera sostanziale a conquistare.
Due giorni di lavoro poi sabato gli azzurri debutteranno in Eurolega con in panchina proprio l’allenatore che il massimo trofeo continentale l’ha vinto pochi mesi fa con il Reus. Altre situazioni ed altre realtà, perché il Follonica di oggi ha bisogno principalmente di serenità ed armonia per ricominciare a fare quello che ha dimostrato di sapere fare bene.
«Sono emozionato e felice – le prime parole di Enrico da tecnico azzurro nella conferenza stampa di presentazione – sono stato a Follonica quattro anni, in una grande società e con un grande pubblico, un’esperienza che ha segnato la mia storia da giocatore ed è un onore essere ancora qua. Non ci dobbiamo porre obiettivi immediati, adesso l’importante è recuperare la serenità della squadra e dell’ambiente; dobbiamo ripartire da quanto fatto nell’ultima stagione, un ottimo lavoro di Federico Paghi che considero un amico e con il quale ho vinto anche un mondiale assieme. Dispiace per quello che è successo, è lo stesso destino che è toccato a me qualche mese fa, purtroppo questo è lo sport. Cerchiamo di ritrovare gli spunti positivi pensando soprattutto a lavorare, con qualche modifica che ci riporti a fare bene».
Enrico non parla però di obiettivi: «Dobbiamo guardare a noi stessi, capire dove migliorare. Ma soprattutto non dobbiamo guardare la classifica, la stagione è lunga e c’è tempo, affrontiamo le partite una alla volta e cerchiamo di recuperare l’armonia, la fiducia e l’autostima. Non ho la bacchetta magica ma cercherò piuttosto di tirare fuori il meglio dai giocatori a seconda delle loro caratteristiche, la squadra forse è andata in affanno perché avere alzato l’asticella delle ambizioni ha creato un po’ di disagio. Cercheremo di arrivare più lontano possibile e ci metteremo volontà e voglia di riscatto».
«Siamo contenti che Enrico sia ancora a Follonica – le parole del presidente Massimo Pagnini – auspicavo il suo ritorno da anni ma fino ad oggi non c’erano mai state le condizioni, è un punto di partenza per i nostri programmi. Dobbiamo ringraziare Paghi per il lavoro fatto lo scorso anno, una stagione eccellente ma purtroppo adesso qualcosa non stava funzionando. Speriamo di vedere fin da subito un Follonica diverso che si avvicini ai propri standard».
«Nello sport quando le cose non vanno paga l’allenatore e chi deve decidere deve fare il razionale e non il sentimentale – spiega il diesse Simone Pantani - speriamo che questa scossa forte provochi una reazione nei ragazzi. Enrico è il giocatore più forte che abbia mai visto giocare ed un tecnico già vincente, l’impatto con la squadra è stato positivo e la sua esperienza sarà importante per far tornare il Follonica ai livelli che gli competono».
Due giorni di lavoro poi sabato gli azzurri debutteranno in Eurolega con in panchina proprio l’allenatore che il massimo trofeo continentale l’ha vinto pochi mesi fa con il Reus. Altre situazioni ed altre realtà, perché il Follonica di oggi ha bisogno principalmente di serenità ed armonia per ricominciare a fare quello che ha dimostrato di sapere fare bene.
«Sono emozionato e felice – le prime parole di Enrico da tecnico azzurro nella conferenza stampa di presentazione – sono stato a Follonica quattro anni, in una grande società e con un grande pubblico, un’esperienza che ha segnato la mia storia da giocatore ed è un onore essere ancora qua. Non ci dobbiamo porre obiettivi immediati, adesso l’importante è recuperare la serenità della squadra e dell’ambiente; dobbiamo ripartire da quanto fatto nell’ultima stagione, un ottimo lavoro di Federico Paghi che considero un amico e con il quale ho vinto anche un mondiale assieme. Dispiace per quello che è successo, è lo stesso destino che è toccato a me qualche mese fa, purtroppo questo è lo sport. Cerchiamo di ritrovare gli spunti positivi pensando soprattutto a lavorare, con qualche modifica che ci riporti a fare bene».
Enrico non parla però di obiettivi: «Dobbiamo guardare a noi stessi, capire dove migliorare. Ma soprattutto non dobbiamo guardare la classifica, la stagione è lunga e c’è tempo, affrontiamo le partite una alla volta e cerchiamo di recuperare l’armonia, la fiducia e l’autostima. Non ho la bacchetta magica ma cercherò piuttosto di tirare fuori il meglio dai giocatori a seconda delle loro caratteristiche, la squadra forse è andata in affanno perché avere alzato l’asticella delle ambizioni ha creato un po’ di disagio. Cercheremo di arrivare più lontano possibile e ci metteremo volontà e voglia di riscatto».
«Siamo contenti che Enrico sia ancora a Follonica – le parole del presidente Massimo Pagnini – auspicavo il suo ritorno da anni ma fino ad oggi non c’erano mai state le condizioni, è un punto di partenza per i nostri programmi. Dobbiamo ringraziare Paghi per il lavoro fatto lo scorso anno, una stagione eccellente ma purtroppo adesso qualcosa non stava funzionando. Speriamo di vedere fin da subito un Follonica diverso che si avvicini ai propri standard».
«Nello sport quando le cose non vanno paga l’allenatore e chi deve decidere deve fare il razionale e non il sentimentale – spiega il diesse Simone Pantani - speriamo che questa scossa forte provochi una reazione nei ragazzi. Enrico è il giocatore più forte che abbia mai visto giocare ed un tecnico già vincente, l’impatto con la squadra è stato positivo e la sua esperienza sarà importante per far tornare il Follonica ai livelli che gli competono».
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