Il Tirreno

Grosseto

Rossoblù, la svolta Gavorrano adesso sa come si fa a vincere

di Enrico Giovannelli
 Rossoblù, la svolta Gavorrano adesso sa come si fa a vincere

Qualcosa è cambiato con il primo successo storico in C La lancetta del morale sta virando verso il bel tempo 

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GAVORRANO. Quando una vittoria ti cambia la vita. Il primo storico successo del Gavorrano contro la Lucchese ha di fatto ribaltato il mondo rossoblù.

Quello che faceva rodere il fegato tra Malservisi-Matteini e Zecchini non era solo perdere in continuazione: purtroppo si stava insediando fra squadra, tifosi e addetti ai lavori, la quasi certezza che questa squadra non potesse proprio funzionare. Troppa la categoria da affrontare con i mezzi e la filosofia che accompagna da anni le gesta, vincenti, dei minerari.

Alle 18,20 di domenica pomeriggio invece, tutto è cambiato e le facce sorridenti di tecnico, dirigenti e giocatori nel post gara erano il segno evidente che la lancetta del morale stava virando verso il bello. Certo, nessuno si fa illusioni che un successo, seppur meritato in lungo e in largo, e che poteva trasformarsi nella solita beffa nel convulso finale, può cambiare radicalmente le sorti della stagione. Però qualcosa andava fatto, e smuovere la classifica con 4 punti nelle ultime due gare, beh, diciamo che è un buon inizio.

Lo stesso mister Giancarlo Favarin durante le dichiarazioni di rito una certa ammissione gli è scappata quasi senza accorgersene: «Dopo la sconfitta con l’Arzachena (il debutto in panchina del trainer pisano tre gare fa, e scoppola casalinga per 4-1, ndc) mi sono detto: qui la situazione è davvero dura. E invece i ragazzi mi hanno sorpreso in positivo. Anzi, il merito delle ultime prestazioni è tutto loro. Da parte mia ho solo cercato di tranquillizzarli, di riportare un minimo di fiducia. Poi è chiaro che sono i risultati che fanno prendere consapevolezza dei propri mezzi. Non abbiamo fatto ancora nulla – il pensiero del sergente Favarin – un granello di sabbia sulla spiaggia, però adesso possiamo respirare un pochino e affrontare i prossimi impegni con più serenità». Qualcosa di suo, come detto, il mister ce l’ha comunque messo. Mandare in panchina per esempio quello che è considerato il miglior giocatore della rosa, Angelo Lombardi (nella sfida a Pisa, ndc) è stato un bel segnale, come a voler dire: ora nessuno è intoccabile. E proprio Lombardi contro i rossoneri lucchesi ha fatto vedere di che pasta è fatto, andando a cercarsi i palloni e sprintando su ogni lancio come un tempo e sfornando assist. Gli è mancato solo il gol ad Angelo, ma l’atteggiamento, come del resto quello di tutta la squadra, è cambiato. E poi alcune scelte hanno ripagato in pieno: insistere con Cretella nella difesa a tre per esempio, ha voluto dire per la seconda volta consecutiva rimanere con la porta inviolata. E come non sottolineare poi che sulle ali la freschezza di Papini (un centometrista da come sprinta in accelerazione) e soprattutto Gemignani, sulla corsia di sinistra più attento nella fase di copertura, ma concreto quando ha potuto inserirsi, siano stati una costante. Nel mezzo, complice la Lucchese che è rimasta a lungo a guardare, buona la prova di Conti, questa volta senza sbavature, e dire che mancava per squalifica un certo Vitiello.

In attacco fra i migliori in campo proprio il centravanti Brega, che si è procurato un’occasione nel finale che ancora grida vendetta, con quel sinistro a giro dopo un dribbling che ha mandato al bar il diretto marcatore, ma che poi è filato via ad un soffio dal palo.

All’orizzonte ci sono ora due trasferte consecutive: Pontedera e Monza. Ma il Gavorrano ora sa come si fa a vincere.

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