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Grifone, il lavoro comincia a pagare

Tenuta atletica e mentale le chiavi del successo col San Miniato

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GROSSETO. Volendo ridurre la doppia vittoria consecutiva biancorossa a un unico elemento di scaramanzia, verrebbe quasi da dire che Giallini in panchina, con mister Consonni in tribuna, risulta la mossa vincente di questo scorcio iniziale di stagione.

In realtà sappiamo benissimo che questo non significa nulla. Tuttavia alzi la mano chi, sotto per 1-0 e con un uomo in meno, avrebbe scommesso ancora sulla squadra opaca vista a Santa Croce sull'Arno, nella prima ora di partita?

Tutto il contrario di quanto fatto solo una settimana prima con il Cenaia, quando invece erano stati proprio i primi 60' a risultare efficaci e convincenti. Così, alla fine, di buono c'è soltanto il risultato, oltre alla reazione avuta dalla squadra nella mezz'ora finale. Una vittoria ottenuta con la spada, di quelle che certamente piacciono alla proprietà, che comunque al pari dei tifosi biancorossi farebbe anche volentieri a meno di tanta sofferenza.

Perché stavolta il finale è stato favorevole, ma se alla fine non fosse arrivato quel calcio di rigore, se il Grosseto fosse tornato solo con un punto, oggi i musi lunghi in città non si conterebbero. Ma in fondo l'Eccellenza è anche questo.

Alla fine è uscito il maggior tasso tecnico della squadra biancorossa, assieme alla sua migliore preparazione atletica, tanto che nel finale, pareva il San Miniato essere in 10 uomini. Il lavoro insomma, comincia a pagare e là dove la squadra non arriva attraverso il gioco, stavolta lo fa attraverso la grinta e la voglia di non mollare fino alla fine. Ecco, questo sì un segnale importante in chiave futura.

Ma qualche merito si deve pur ascrivere a Consonni, se è vero che dopo essere partito con una undici piuttosto diverso da quello bello e vittorioso col Cenaia, ha saputo rimettere le cose a posto con dei cambi che hanno visto il Grosseto terminare l'incontro, praticamente con soli 3 difensori e ben 4 attaccanti. Addirittura, dopo l'espulsione di Boccardi, sono entrati Vegnaduzzo e Berretti, per Faenzi e Mesinovic, dopo che De Carolis aveva già sostituito Bartalucci.

È anche vero che nel processo di far diventare "squadra" un gruppo quasi del tutto nuovo, come quello biancorosso, ancora risulta difficile e indigesto cambiare troppi giocatori tra una gara e l'altra.

Ma è una strada che il gruppo deve imparare a percorrere, anche perché già domani si torna in campo, alle 15.30 a Cenaia, per i quarti di finale di Coppa Italia.

Mentre sabato pomeriggio alle 16.30, allo stadio Zecchini, arriva il Castelfiorentino, per la settima di campionato. Pensare di giocare sempre con gli stessi, è impossibile.

Paolo Franzò

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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