Sicurezza
Determinazione per sconfiggere il Cenaia
Consonni dà la carica al Grifone: mancano Mesinovic e Berretti, il modulo potrebbe cambiare
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GROSSETO. «Alla squadra ho detto che quella con il Cenaia deve essere la partita della svolta. Il nostro campionato deve cominciare da qui».
È un Gigi Consonni diverso, quello di ieri in conferenza stampa. Meno attenzione all’avversario, più concentrato sulla propria squadra. Certamente più determinato del solito. Tanto che alla domanda sul possibile cambio di modulo, con l’ingresso di Walter Invernizzi risponde: «Non voglio parlare di moduli. Quello che deve cambiare è l’atteggiamento dei giocatori: devono scendere in campo con una voglia matta di vincere e di fare gol. Dobbiamo avere più soluzioni per farlo. In allenamento, gli vedo fare cose che poi in partita non ripropongono. Allora ho detto loro di non aver paura di forzare la giocata quando se la sentono. Di provare l’uno contro uno. Di andare al tiro, senza aver paura di sbagliare».
È stata una settimana di allenamento diversa a detta del tecnico biancorosso: «Ho colto il giusto entusiasmo e la voglia, da parte di tutti, di dare ancora di più in campo».
E il Cenaia? «L’anno scorso, con il Roselle, ci fecero soffrire. Sono una buona squadra che può farti male. Ma non voglio parlare di loro, quanto di noi».
Il modulo non lo vuol dire, ma è possibile vedere qualche giocatore diverso dal primo minuto?
«Si, è possibile. Ma ancora la formazione non l’ho decisa, anche se ho le mie idee. Comunque andrà in campo la squadra che reputerò migliore per questa partita. L’importante è che si entri in campo col giusto approccio alla partita. Voglio vedere una squadra subito determinata, ben decisa, grintosa e aggressiva. Anche se l’attenzione non deve mancare mai. L’importante adesso, è essere uniti più che mai».
Rosa quasi al completo domani, eccezion fatta per Mesinovic (squalificato) e Berretti infortunato (leggera distorsione a una caviglia).
Ai tifosi vuol dir loro qualcosa? «Loro sono encomiabili. Ci seguono con passione e entusiasmo. Ma siamo noi, squadra, che dobbiamo trascinarli, col gioco e i risultati. Fino ad ora è stato il contrario. Se ci sono state delle critiche nei nostri confronti, le dobbiamo accettare e metabolizzarle nella maniera giusta».
Qualcuno invoca il suo ritorno in campo, con il numero 10. «Oggi faccio un altro mestiere. Ho smesso di giocare, punto».
Paolo Franzò
È un Gigi Consonni diverso, quello di ieri in conferenza stampa. Meno attenzione all’avversario, più concentrato sulla propria squadra. Certamente più determinato del solito. Tanto che alla domanda sul possibile cambio di modulo, con l’ingresso di Walter Invernizzi risponde: «Non voglio parlare di moduli. Quello che deve cambiare è l’atteggiamento dei giocatori: devono scendere in campo con una voglia matta di vincere e di fare gol. Dobbiamo avere più soluzioni per farlo. In allenamento, gli vedo fare cose che poi in partita non ripropongono. Allora ho detto loro di non aver paura di forzare la giocata quando se la sentono. Di provare l’uno contro uno. Di andare al tiro, senza aver paura di sbagliare».
È stata una settimana di allenamento diversa a detta del tecnico biancorosso: «Ho colto il giusto entusiasmo e la voglia, da parte di tutti, di dare ancora di più in campo».
E il Cenaia? «L’anno scorso, con il Roselle, ci fecero soffrire. Sono una buona squadra che può farti male. Ma non voglio parlare di loro, quanto di noi».
Il modulo non lo vuol dire, ma è possibile vedere qualche giocatore diverso dal primo minuto?
«Si, è possibile. Ma ancora la formazione non l’ho decisa, anche se ho le mie idee. Comunque andrà in campo la squadra che reputerò migliore per questa partita. L’importante è che si entri in campo col giusto approccio alla partita. Voglio vedere una squadra subito determinata, ben decisa, grintosa e aggressiva. Anche se l’attenzione non deve mancare mai. L’importante adesso, è essere uniti più che mai».
Rosa quasi al completo domani, eccezion fatta per Mesinovic (squalificato) e Berretti infortunato (leggera distorsione a una caviglia).
Ai tifosi vuol dir loro qualcosa? «Loro sono encomiabili. Ci seguono con passione e entusiasmo. Ma siamo noi, squadra, che dobbiamo trascinarli, col gioco e i risultati. Fino ad ora è stato il contrario. Se ci sono state delle critiche nei nostri confronti, le dobbiamo accettare e metabolizzarle nella maniera giusta».
Qualcuno invoca il suo ritorno in campo, con il numero 10. «Oggi faccio un altro mestiere. Ho smesso di giocare, punto».
Paolo Franzò
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