Il Tirreno

Grosseto

Consonni cerca la ricetta per guarire il mal di gol

Il Grifone ancora a caccia di buone idee, di coraggio e di verticalizzazioni efficaci verso la porta

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Detto di non esagerare nelle critiche a una squadra tutto sommato nuova, dopo appena 4 giornate di campionato e con la vetta della classifica che non è irraggiungibile, la vera domanda in casa Grosseto è una sola: come far guarire il Grifone dal “mal di gol” ?

L’Italia si sa, è un paese di commissari tecnici, allenatori e intenditori di calcio. La Maremma non sfugge a questa regola e il buon Gigi Consonni, tecnico biancorosso, se ne sente arrivare all’orecchio di ogni. Di sicuro c’è solouna cosa: domenica il Cenaia deve essere battuto, in un modo o nell’altro. Come? Che arrivi o meno l’ormai agognato transfert di Invernizzi, con la grinta. Non quella vista sino a domenica scorsa. Anche se nessuno vuol mettere in dubbio l’impegno dei giocatori in campo: serve ancora più cattiveria, prima, durante e dopo la gara.

Sino ad oggi il Grosseto è stato indicato come la squadra favorita sulla carta. Tutti a decantarne le lodi, allenatori avversari compresi. Una bella dama allo specchio che si sente rispondere: ma quanto sei bella, ma quanto sei brava, tanto alla fine di bearsi di ciò. Il campo, invece, questo non lo ha ancora detto, anzi. Senza le inzuccate di Ciolli e Gorelli, il quadro clinico sarebbe ancora peggiore. Non è possibile che una squadra abbia il pallino del gioco per 70’ a partita, per poi partorire sempre un misero topolino. Vero che si deve prestare un occhio alla squadra avversaria, ma sarebbe bello d’ora in avanti, non pensare troppo a chi si ha di fronte. Mettere la palla al centro e via, tutti nella metà campo avversaria con forza e determinazione. Squadra corta e cattiva quanto basta, per non far ripartire nessuno, con le buone o con le cattive. I centrocampisti si prendano la responsabilità di andare al tiro, magari anche sbagliando e risbagliando. È vero che il calcio è fatto anche di equilibri e di tattica e questo vale anche in Eccellenza. Poi, nessuno nega il buon lavoro di Consonni che sul come mettere la squadra in campo sa il fatto suo. Dopo di che, se è vero che questa rosa è superiore a quella delle squadre avversarie, allora mettendo in campo anche la stessa grinta, se non di più, il pallone in fondo alla porta avversaria ci dovrebbe finire semplicemente per inerzia. Neppure si può crocifiggere Vegnaduzzo più di tanto. Vero che si è divorato qualche buona occasione, ma in ogni gara quanti palloni giocabili riceve, rispetto alle sportellate che deve fare spalle alla porta, continuamente raddoppiato? Serve di più dal centrocampo. Servono più idee da Berretti e il recupero del miglior Salvestroni e magari una seconda punta da mettere accanto all’argentino. Soprattutto, serve che i tifosi adesso più che mai si stringano attorno alla squadra in maniera positiva. Paolo Franzò

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa