Toscana
A Lusaka una palestra intitolata a Umberto Cavini
Pugilato: l’organizzazione Rcc approda in Zambia per un progetto umanitario Il cardiochirurgo Massini pronto a partire con guantoni, tute e sacconi
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. I giovani appassionati di pugilato di Lusaka, la capitale dello Zambia, avranno nelle prossime settimane la possibilità di migliorare le loro prestazioni in una palestra intitolata all’indimenticato Umberto Cavini, grazie al materiale che verrà inviato da Grosseto dall’organizzazione Rosanna Conti Cavini e dalla Pugilistica Grosseto, che hanno aderito al progetto “Un angelo per lo Zambia”, ideato dal cardiochirurgo Carlo Massini, che ha coinvolto la promoter internazionale e la figlia Monia in questa operazione umanitaria.
Il progetto che unisce idealmente la Maremma all’Africa è stato presentato ieri mattina nella sala delle colonne del polo universitario di via Ginori, alla presenza di Nino Benvenuti, ambasciatore Coni del pugilato nel mondo, Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio Alto Tirreno, il responsabile del Gs Vigili del Fuoco Giorgio Sgherri; ma anche Rita Gozzi e Guido Borsetti dei Veterani sportivi, l’assessore allo sport Fabrizio Rossi, monsignor Franco Cencioni, l’ex presidente del consiglio comunale Paolo Lecci e altre autorità.
Il professor Massini, che ha più volte ribadito la sua grossetanità («Abitavo in piazza della Vasca e sono rimasto nella mia città fino al diploma conseguito al liceo classico»), ha spiegato come è nata questa operazione tra Grosseto e Lusaka nel nome di Umberto Cavini.
«Durante una delle mie tanti missioni in Zambia, per operare adulti e bambini con problemi cardiaci - ha sottolineato - ho conosciuto una fotografa italo-zambiana, la quale mi ha fatto fare un giro per la capitale e mi ha portato in una palestra gestita da un ex pugile militare, intenzionato a utilizzare lo sport per togliere i più giovani dalla strada».
«Mi è subito venuto in mente Umberto Cavini - ha aggiunto Massini - al quale ero legato da un’amicizia fraterna dopo averlo conosciuto, e operato nel 2000, grazie all’amico Lecci. Mi sono messo in contatto con la famiglia ed eccoci qua. Il 10 ottobre partiranno insieme a me per lo Zambia guantoni, tute, sacconi e quant’altro possa far felici quei piccoli amanti della boxe».
Monia Cavini, nel ringraziare tutti i presenti, a cominciare «dal professor Massini, che è stato vicino a mio padre fino alla sua morte, il primo a pensare a noi per questa opportunità umanitaria. Oltre al materiale pugilistico, però vogliamo ampliare il progetto, mettendo in futuro a disposizione borse di studio per i giovani africani. Mia mamma Rosanna e mio babbo Umberto non sono nuovi a questi progetti: nel 1996 idearono la Fondazione Il futuro, per far appassionare i giovani alla boxe e offrirono anche borse di studio alla Madonna delle Grazie».
Il progetto che unisce idealmente la Maremma all’Africa è stato presentato ieri mattina nella sala delle colonne del polo universitario di via Ginori, alla presenza di Nino Benvenuti, ambasciatore Coni del pugilato nel mondo, Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio Alto Tirreno, il responsabile del Gs Vigili del Fuoco Giorgio Sgherri; ma anche Rita Gozzi e Guido Borsetti dei Veterani sportivi, l’assessore allo sport Fabrizio Rossi, monsignor Franco Cencioni, l’ex presidente del consiglio comunale Paolo Lecci e altre autorità.
Il professor Massini, che ha più volte ribadito la sua grossetanità («Abitavo in piazza della Vasca e sono rimasto nella mia città fino al diploma conseguito al liceo classico»), ha spiegato come è nata questa operazione tra Grosseto e Lusaka nel nome di Umberto Cavini.
«Durante una delle mie tanti missioni in Zambia, per operare adulti e bambini con problemi cardiaci - ha sottolineato - ho conosciuto una fotografa italo-zambiana, la quale mi ha fatto fare un giro per la capitale e mi ha portato in una palestra gestita da un ex pugile militare, intenzionato a utilizzare lo sport per togliere i più giovani dalla strada».
«Mi è subito venuto in mente Umberto Cavini - ha aggiunto Massini - al quale ero legato da un’amicizia fraterna dopo averlo conosciuto, e operato nel 2000, grazie all’amico Lecci. Mi sono messo in contatto con la famiglia ed eccoci qua. Il 10 ottobre partiranno insieme a me per lo Zambia guantoni, tute, sacconi e quant’altro possa far felici quei piccoli amanti della boxe».
Monia Cavini, nel ringraziare tutti i presenti, a cominciare «dal professor Massini, che è stato vicino a mio padre fino alla sua morte, il primo a pensare a noi per questa opportunità umanitaria. Oltre al materiale pugilistico, però vogliamo ampliare il progetto, mettendo in futuro a disposizione borse di studio per i giovani africani. Mia mamma Rosanna e mio babbo Umberto non sono nuovi a questi progetti: nel 1996 idearono la Fondazione Il futuro, per far appassionare i giovani alla boxe e offrirono anche borse di studio alla Madonna delle Grazie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
