Il Tirreno

Grosseto

Un giallo non alzato e il fuorigioco dubbio Sconfitta amara

di Enrico Giovannelli
Un giallo non alzato e il fuorigioco dubbio Sconfitta amara

I rossoblù hanno peccato d’inesperienza contro la Robur Marotta e Neglia hanno messo alle corde il reparto difensivo

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GAVORRANO. Un inizio del genere a dirla tutta in casa Gavorrano non se lo aspettava nessuno.

Ma niente drammi, non è il momento di guardare la classifica o fare bilanci: il campionato è appena iniziato e per i rossoblù l’obbiettivo è puntare alla salvezza, mica vincere la serie C. La terza sconfitta consecutiva patita domenica sera contro la Robur Siena (2-0, con il rigore del raddoppio senese in pieno recupero) è però maturata in modo diverso rispetto ai primi due stop contro Livorno e Olbia. I bianconeri della città del Palio, grazie ad un attacco davvero importante, Marotta e Neglia hanno dato dei grossi grattacapi a Salvadori e soci quasi per tutto il match, specialmente nel primo tempo, hanno messo alle corde i minerari. E non solo per quanto riguarda il reparto difensivo. La manovra unionista è stata a volte farraginosa, forse troppa lenta per dare continuità alle azioni. Il Siena riusciva a coprire meglio le zone del campo, cercando ad un certo punto il gioco di rimessa, il classico contropiede insomma. E gli ospiti, sostenuti allo Zecchini da un tifo quasi da serie A (410 i supporters assiepati in curva Sud) con tamburi e cori a perdifiato, hanno approfittato della situazione.

Certo, il gol in apertura della Robur, viziato probabilmente da una clamorosa posizione irregolare dello stesso Marotta, partito sulla linea dei difensori ma che anche dalle immagini televisive sul lancio smarcante di Neglia, sembra nettamente aldilà della linea immaginaria di off side, ha poi indirizzato il match sui binari congeniali alla squadra di Michele Mignani. In conferenza stampa Vitaliano Bonuccelli ha dovuto così nuovamente masticare amaro, anche per un cartellino giallo non sventolato ai danni di Iapichino, che poteva valere l’espulsione del senese: «Ai miei ho poco da rimproverare – ha detto il Condor – hanno dato tutto. Questa è la nostra forza e i nostri limiti». E sull’azione del fallo che ha poi portato all’espulsione per proteste dello stesso tecnico viareggino, il trainer maremmano ha ribadito il concetto: «Sono episodi che possono cambiare il volto di una partita. Rimane l’amarezza per non aver concretizzato quello che di buono abbiamo creato, almeno nel secondo tempo. Sono partite che comunque devono insegnare a tutti che non si deve mai mollare fino alla fine». La differenza alla fine l’ha fatta però anche l’esperienza e la tecnica complessiva delle due squadre. Il Siena a guardare l’organico può vantare gente d’esperienza, che ha calcato campi importanti; nel Gavorrano sono tutti pressochè all’esordio in C.

Tra le note liete c’è stata la prestazione del portiere Daniel Salvalaggio: oltre ad alcuni interventi da incorniciare, è stata la sensazione di maturità e sicurezza che ha impreziosito la sua partita. E poi anche la voglia di dare la scossa di Angelo Lombardi, quando è stato messo in condizione di farlo, è lui il bomber a cui sono affidate tante speranze del futuro rossoblù. Domenica altro test importante: a Prato ci sarà a possibilità di trovare la rivincita della sconfitta patita nel girone di coppa Italia, e soprattutto di sbiancare lo zero in classifica.

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