Toscana
La partita di Coppa Italia è già una prova di appello
di Paolo Franzò
Grifone chiamato al riscatto dopo l’esordio balbettante in campionato È probabile che domani Consonni adotti alcuni accorgimenti specie in mediana
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GROSSETO. Com’è difficile il ruolo di favorito. Lo ha scoperto subito il nuovo Grosseto, fermato prima sul pareggio a Piombino in Coppa Italia e poi battuto in casa, sorprendentemente, dal Sangimignano alla prima di campionato.
Carta canta, si dice spesso. Un adagio che però mal si sposa al calcio e allo sport in generale, la cui bellezza spesso (non certo per i tifosi biancorossi in questo caso) è dettata proprio dalle imprese delle piccole contro le grandi. Davide che abbatte Golia è un refrain che si ripete, sin dalla notte dei tempi, e spesso basta una sola sassata, bene assestata, come quella di Cubillos che ha steso un Grifone che sperava invece di partire subito con i 3 punti. Con buona pace dei favori che restano, appunto, sulla carta. Un, due, tre, tutti giù per terra e Grosseto rispedito a far un bagno di umiltà.
Quella predicata alla vigilia sia dalla proprietà, che dal tecnico, ma che evidentemente non è stata abbastanza. Perché voler spiegare la sconfitta soltanto attaccandosi alla sfortuna, oppure dicendo che la squadra ospite ha fatto un solo tiro in porta. O magari lamentandosi per un gol annullato (per altro in maniera corretta), piuttosto che per un rigore non dato, servirebbe solo a costruirsi un pericoloso alibi per le prossime partite. Cosa che non deve assolutamente accadere.
Il timore è quello che l’inizio balbettante dei biancorossi, sia più figlio delle troppe celebrazioni pre-stagionali, che di una questione tecnico tattica. «Il Grosseto è la favorita alla vittoria finale», è il ritornello ripetuto all’infinito, da oltre un mese a questa parte, da tutti gli addetti ai lavori.
Una storia che invece è ancora tutta da scrivere, giornata dopo giornata, sul campo di gioco. Una favola, per adesso, scritta solo nel libro dei sogni. Ma per arrivare alla traduzione nella realtà, serve assai di più e qualcosa di ben diverso da quanto visto con il Sangimignano. Ben venga subito la gara di domani pomeriggio di Coppa Italia, ancora con il Piombino: un dentro o fuori che sa subito di prova d’appello. Grifone insomma atteso già domani ad una prestazione più convincente o quanto meno più concreta sotto la porta avversaria. Autentica e principale nota dolente di questo inizio di stagione.
Un Grosseto che infatti non ha ancora segnato in gara ufficiale. Certo è vero che qui la sfortuna ci ha messo del suo, privando Consonni dell’80 per cento degli uomini d’attacco, per un motivo o per l’altro. In attesa del recupero di tutti però, qualcosa si deve pur poter fare per scardinare le altrui difese.
Anche perché pare impossibile poter battere ben 14 calci d’angolo senza creare una sola palla gol. Per esempio non sarebbe male per quanto cresciuto in quel ruolo liberare Gorelli dalla difesa e spostarlo di nuovo in mezzo al campo, dove la sua forza fisica può ben fare la differenza e nel contempo rimettere dentro Mesinovic al fianco di Ciolli. Per il resto, probabili domani alcuni esperimenti, come quello di Fratini a centrocampo. Ma attenzione, perché la società tiene alla qualificazione in Coppa Italia, quanto al campionato di Eccellenza.
Carta canta, si dice spesso. Un adagio che però mal si sposa al calcio e allo sport in generale, la cui bellezza spesso (non certo per i tifosi biancorossi in questo caso) è dettata proprio dalle imprese delle piccole contro le grandi. Davide che abbatte Golia è un refrain che si ripete, sin dalla notte dei tempi, e spesso basta una sola sassata, bene assestata, come quella di Cubillos che ha steso un Grifone che sperava invece di partire subito con i 3 punti. Con buona pace dei favori che restano, appunto, sulla carta. Un, due, tre, tutti giù per terra e Grosseto rispedito a far un bagno di umiltà.
Quella predicata alla vigilia sia dalla proprietà, che dal tecnico, ma che evidentemente non è stata abbastanza. Perché voler spiegare la sconfitta soltanto attaccandosi alla sfortuna, oppure dicendo che la squadra ospite ha fatto un solo tiro in porta. O magari lamentandosi per un gol annullato (per altro in maniera corretta), piuttosto che per un rigore non dato, servirebbe solo a costruirsi un pericoloso alibi per le prossime partite. Cosa che non deve assolutamente accadere.
Il timore è quello che l’inizio balbettante dei biancorossi, sia più figlio delle troppe celebrazioni pre-stagionali, che di una questione tecnico tattica. «Il Grosseto è la favorita alla vittoria finale», è il ritornello ripetuto all’infinito, da oltre un mese a questa parte, da tutti gli addetti ai lavori.
Una storia che invece è ancora tutta da scrivere, giornata dopo giornata, sul campo di gioco. Una favola, per adesso, scritta solo nel libro dei sogni. Ma per arrivare alla traduzione nella realtà, serve assai di più e qualcosa di ben diverso da quanto visto con il Sangimignano. Ben venga subito la gara di domani pomeriggio di Coppa Italia, ancora con il Piombino: un dentro o fuori che sa subito di prova d’appello. Grifone insomma atteso già domani ad una prestazione più convincente o quanto meno più concreta sotto la porta avversaria. Autentica e principale nota dolente di questo inizio di stagione.
Un Grosseto che infatti non ha ancora segnato in gara ufficiale. Certo è vero che qui la sfortuna ci ha messo del suo, privando Consonni dell’80 per cento degli uomini d’attacco, per un motivo o per l’altro. In attesa del recupero di tutti però, qualcosa si deve pur poter fare per scardinare le altrui difese.
Anche perché pare impossibile poter battere ben 14 calci d’angolo senza creare una sola palla gol. Per esempio non sarebbe male per quanto cresciuto in quel ruolo liberare Gorelli dalla difesa e spostarlo di nuovo in mezzo al campo, dove la sua forza fisica può ben fare la differenza e nel contempo rimettere dentro Mesinovic al fianco di Ciolli. Per il resto, probabili domani alcuni esperimenti, come quello di Fratini a centrocampo. Ma attenzione, perché la società tiene alla qualificazione in Coppa Italia, quanto al campionato di Eccellenza.
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