Sicurezza
Il Condor fa le pulci ai minerari: ipotesi di un nuovo modulo
di Enrico Giovannelli
Bonuccelli critico dopo lo scontro con l’Olbia allo Zecchini «Non possiamo costruire diverse palle gol e non realizzarle»
3 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. «Non possiamo ripetere sempre gli stessi errori. Dobbiamo imparare a gestire il risultato. Invece abbiamo lo stesso atteggiamento che va avanti da qualche partita che alla fine ci penalizza troppo. Alla ripresa del campionato, dopo la sosta, potremmo anche cambiare qualcosa, forse un modulo diverso».
L’allenatore del Gavorrano Vitaliano Bonuccelli, nel dopo gara della partita disputata con l’Olbia al Carlo Zecchini, davanti a telecamere e taccuini, ripete quasi i medesimi concetti per raccontare la seconda sconfitta rimediata in due turni. In serie C se sbagli trovi subito qualcuno che ti castiga. E l’Olbia, avversario dei rossoblù domenica sera, ha di fatto messo a nudo i problemi che la squadra mineraria aveva manifestato già con il Prato, il Siena e a Livorno nella prima giornata. Salvadori e compagni dopo un ottimo avvio di gara e vantaggio meritato (azione confusionaria ma zampata risolutrice di Moscati) strada facendo si sono sempre più tirati indietro, lasciando spazio agli avversari, che hanno saputo colpire al momento giusto, difendendosi poi nel finale. Un 2-1 quasi identico a quello patito contro la formazione labronica e dunque amaro anche questo da mandar giù.
Il Condor lo dice a denti stretti, ben consapevole che aver allestito una squadra giovanissima (a ben vedere le liste dei giocatori, l’età media è di gran lunga la più bassa di tutta la serie C) comporta la mancanza d’esperienza: serve insomma aver pazienza, cercando di limare le difficoltà che i ragazzi incontrano di fronte a giocatori sicuramente più esperti. Nell’Olbia per esempio, ci sono atleti che hanno calcato i campi di serie A, come Pisano o Ragatzu, tutta gente che sa gestire le situazioni, e quando c’è da affondare il colpo non si tira certo indietro. Mister Bonuccelli racconta però anche altre verità sulla sua squadra: «È impensabile costruire diverse palle gol a partita, alcune anche clamorose e poi non finalizzarle. In questa categoria non te lo puoi permettere. Per questo dobbiamo accelerare la crescita, trovare le soluzioni per non compromettere poi tutto il lavoro che viene fatto di preparazione. Anche con l’Olbia ho contato diverse opportunità importanti, qualcuna proprio da non sbagliare a pochi passi dalla linea di porta. E alla fine abbiamo pagato. I sardi non hanno rubato nulla ci mancherebbe, però la differenza alla fine è stata quella che noi abbiamo tirato in porta forse il triplo di loro, ma abbiamo perso. Non è facile poi raccontare e spiegare il perché: non è più come lo scorso campionato, dove sapevamo che eravamo forti e riuscivamo a far girare a nostro favore le partite. Ora è tutto diverso e più difficile». Ora qualche giorno di pausa e domenica prossima il Gavorrano è chiamato alla sosta: poi tornerà ancora allo Zecchini per la quarta giornata, per un altro derby contro la Robur Siena.
L’allenatore del Gavorrano Vitaliano Bonuccelli, nel dopo gara della partita disputata con l’Olbia al Carlo Zecchini, davanti a telecamere e taccuini, ripete quasi i medesimi concetti per raccontare la seconda sconfitta rimediata in due turni. In serie C se sbagli trovi subito qualcuno che ti castiga. E l’Olbia, avversario dei rossoblù domenica sera, ha di fatto messo a nudo i problemi che la squadra mineraria aveva manifestato già con il Prato, il Siena e a Livorno nella prima giornata. Salvadori e compagni dopo un ottimo avvio di gara e vantaggio meritato (azione confusionaria ma zampata risolutrice di Moscati) strada facendo si sono sempre più tirati indietro, lasciando spazio agli avversari, che hanno saputo colpire al momento giusto, difendendosi poi nel finale. Un 2-1 quasi identico a quello patito contro la formazione labronica e dunque amaro anche questo da mandar giù.
Il Condor lo dice a denti stretti, ben consapevole che aver allestito una squadra giovanissima (a ben vedere le liste dei giocatori, l’età media è di gran lunga la più bassa di tutta la serie C) comporta la mancanza d’esperienza: serve insomma aver pazienza, cercando di limare le difficoltà che i ragazzi incontrano di fronte a giocatori sicuramente più esperti. Nell’Olbia per esempio, ci sono atleti che hanno calcato i campi di serie A, come Pisano o Ragatzu, tutta gente che sa gestire le situazioni, e quando c’è da affondare il colpo non si tira certo indietro. Mister Bonuccelli racconta però anche altre verità sulla sua squadra: «È impensabile costruire diverse palle gol a partita, alcune anche clamorose e poi non finalizzarle. In questa categoria non te lo puoi permettere. Per questo dobbiamo accelerare la crescita, trovare le soluzioni per non compromettere poi tutto il lavoro che viene fatto di preparazione. Anche con l’Olbia ho contato diverse opportunità importanti, qualcuna proprio da non sbagliare a pochi passi dalla linea di porta. E alla fine abbiamo pagato. I sardi non hanno rubato nulla ci mancherebbe, però la differenza alla fine è stata quella che noi abbiamo tirato in porta forse il triplo di loro, ma abbiamo perso. Non è facile poi raccontare e spiegare il perché: non è più come lo scorso campionato, dove sapevamo che eravamo forti e riuscivamo a far girare a nostro favore le partite. Ora è tutto diverso e più difficile». Ora qualche giorno di pausa e domenica prossima il Gavorrano è chiamato alla sosta: poi tornerà ancora allo Zecchini per la quarta giornata, per un altro derby contro la Robur Siena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
