La manifestazione
«Non ho bocciato nessuno A decidere è solo Roma»
di Pierluigi Sposato
Mangini, presidente del Comitato regionale, interviene sul caso Roselle-Us Grosseto «Sarà difficile, perché è il regolamento nazionale a dirlo. Fc può ancora iscriversi»
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GROSSETO. «Noi non abbiamo dato alcun parere, abbiamo soltanto raccolto i documenti che ci sono stati presentati e li abbiamo girati a Roma». Paolo Mangini, presidente del Comitato regionale toscano della Figc, ha letto le dichiarazioni della famiglia Ceri a proposito del “no” alla richiesta del cambio di denominazione del Roselle in Usg Grosseto («Firenze ci ha detto no») e ha chiesto di poter intervenire.
«Noi non diamo pareri - aggiunge - Noi abbiamo solo il compito di informare le società degli aspetti amministrativi legati ai casi di squadre con nomi simili. Spetta alla federazione nazionale stabilire se il nome può essere preso o no: spetta a Roma, non a noi. Noi non abbiamo bocciato niente e nessuno». Con Mangini ricostruiamo cosa è avvenuto negli ultimi giorni. Prima - quindici giorni fa - la visita a Firenze di Mario Ceri, del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’assessore Fabrizio Rossi: «Li ho ricevuti, abbiamo parlato. Avevo fatto presente a loro che c’è un’altra società attiva, Fc Grosseto, che può ancora iscriversi, dal 7 al 15 luglio. Al sindaco ho detto che ho piacere che il calcio vada avanti a Grosseto ma che almeno temporaneamente la società potrebbe chiamarsi “Città di Grosseto” ad esempio. Almeno per questa stagione. Perché il regolamento nazionale, e non noi, dice che difficilmente verrà accettata un’altra squadra con un nome che si differenzia di poco. E i tempi non ci sono. Poi se la richiesta verrà accolta, io ne sarò soltanto contento».
Perché allora Mario Ceri ha detto così? Perché l’altro giorno, quando la richiesta è stata ufficialmente presentata, il segretario ha fatto le stesse osservazioni del presidente, prima di inviare la richiesta a Roma e cioè che sarà molto difficile che venga accettata. «Tutto qui. Noi non ce l’abbiamo con nessuno, noi in questo caso non abbiamo nessuna colpa», ripete Mangini. «E guardi che quella di Grosseto è una richiesta che io ritengo legittima. Stiamo parlando di un capoluogo di provincia, di una piazza dove il calcio è importante».
Ma presidente, lei che cosa pensa che accadrà? Se la sente di fare una previsione?
«No, non so dirle cosa può avvenire. So soltanto cosa dice il regolamento federale».
Sui tempi di valutazione della domanda?
«Io credo che Roma si esprimerà prima dei giorni 14 e 15 luglio, che sono le date limite per l’iscrizione al campionato di Eccellenza».
Ma Fc Grosseto di Massimiliano Pincione in questi giorni si è fatta sentire? Ha notizie?
«No, nessuna. Non ci sono state richieste. Quello che io so è che in un giorno qualsiasi tra il 7 e il 15 luglio potrebbe, come tutte le altre società, presentarsi, portare la domanda, saldare tutti i debiti e perfezionare l’iscrizione».
Lei sa che Fc Grosseto ha anche il problema dello stadio: ha fatto richiesta per lo Zecchini, il Comune ha già detto di no...
«Fc Grosseto potrebbe aver anche contattato una società vicina per ottenere il campo di gioco. Limitazioni? Beh, dovrebbe essere un campo che si trova, al massimo, in un Comune limitrofo. Follonica, tanto per fare un esempio, già non andrebbe bene».
«Noi non diamo pareri - aggiunge - Noi abbiamo solo il compito di informare le società degli aspetti amministrativi legati ai casi di squadre con nomi simili. Spetta alla federazione nazionale stabilire se il nome può essere preso o no: spetta a Roma, non a noi. Noi non abbiamo bocciato niente e nessuno». Con Mangini ricostruiamo cosa è avvenuto negli ultimi giorni. Prima - quindici giorni fa - la visita a Firenze di Mario Ceri, del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’assessore Fabrizio Rossi: «Li ho ricevuti, abbiamo parlato. Avevo fatto presente a loro che c’è un’altra società attiva, Fc Grosseto, che può ancora iscriversi, dal 7 al 15 luglio. Al sindaco ho detto che ho piacere che il calcio vada avanti a Grosseto ma che almeno temporaneamente la società potrebbe chiamarsi “Città di Grosseto” ad esempio. Almeno per questa stagione. Perché il regolamento nazionale, e non noi, dice che difficilmente verrà accettata un’altra squadra con un nome che si differenzia di poco. E i tempi non ci sono. Poi se la richiesta verrà accolta, io ne sarò soltanto contento».
Perché allora Mario Ceri ha detto così? Perché l’altro giorno, quando la richiesta è stata ufficialmente presentata, il segretario ha fatto le stesse osservazioni del presidente, prima di inviare la richiesta a Roma e cioè che sarà molto difficile che venga accettata. «Tutto qui. Noi non ce l’abbiamo con nessuno, noi in questo caso non abbiamo nessuna colpa», ripete Mangini. «E guardi che quella di Grosseto è una richiesta che io ritengo legittima. Stiamo parlando di un capoluogo di provincia, di una piazza dove il calcio è importante».
Ma presidente, lei che cosa pensa che accadrà? Se la sente di fare una previsione?
«No, non so dirle cosa può avvenire. So soltanto cosa dice il regolamento federale».
Sui tempi di valutazione della domanda?
«Io credo che Roma si esprimerà prima dei giorni 14 e 15 luglio, che sono le date limite per l’iscrizione al campionato di Eccellenza».
Ma Fc Grosseto di Massimiliano Pincione in questi giorni si è fatta sentire? Ha notizie?
«No, nessuna. Non ci sono state richieste. Quello che io so è che in un giorno qualsiasi tra il 7 e il 15 luglio potrebbe, come tutte le altre società, presentarsi, portare la domanda, saldare tutti i debiti e perfezionare l’iscrizione».
Lei sa che Fc Grosseto ha anche il problema dello stadio: ha fatto richiesta per lo Zecchini, il Comune ha già detto di no...
«Fc Grosseto potrebbe aver anche contattato una società vicina per ottenere il campo di gioco. Limitazioni? Beh, dovrebbe essere un campo che si trova, al massimo, in un Comune limitrofo. Follonica, tanto per fare un esempio, già non andrebbe bene».
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