Il Tirreno

Grosseto

podismo 

Anche un esperto maratoneta alla Marcia del Capercio

Anche un esperto maratoneta alla Marcia del Capercio

ARCIDOSSO. Ha 50 anni e ha fatto tre maratone in sei mesi: Torino, New York e Roma. E verrà ad Arcidosso, a disputare la Marcia del Capercio. Lui è Stefano Milana, nato a Piombino, laureato a Pisa,...

2 MINUTI DI LETTURA





ARCIDOSSO. Ha 50 anni e ha fatto tre maratone in sei mesi: Torino, New York e Roma. E verrà ad Arcidosso, a disputare la Marcia del Capercio. Lui è Stefano Milana, nato a Piombino, laureato a Pisa, da sempre legato all’Amiata, parente della famiglia del sindaco Jacopo Marini. E fino a 50 anni non aveva mai pensato ad una maratona.

«Non avevo mai pensato di correre - spiega - e non avevo mai fatto attività sportiva degna di nota in vita mia. Il lavoro, la famiglia... Non avevo tempo. O almeno così pensavo».

L’occasione della svolta di Stefano è stata l’iscrizione al Micap (master internazionale in coaching ad alte prestazioni), fondato da Roberto Cerè, per scoprire quello di cui ero veramente capace. Esami scritti e orali, un campo di sopravvivenza e una maratona: oltre 42 chilometri di corsa. Una prova molto al di sopra delle mie possibilità. Ma il vero punto di svolta è stato quando ho capito che la maratona è una metafora di vita: ti insegna la pazienza, la determinazione e l’intelligenza; a superare il momento in cui pensi di non poter andare oltre; a comprendere che nello sport, come nella vita, l’importante è arrivare in fondo».

Milana ha corso la sua prima maratona a Torino, il 2 Ottobre 2016: 4h 26’21” . «Per realizzare quello che ritenevo impossibile», dice. E poi la maratona di New York, il 6 novembre 2016. «Due maratone in un mese. Incredibile. A cui si è aggiunta, il 2 aprile 2017, il giorno dopo i miei 50 anni, la maratona di Roma. Arrivare al traguardo davanti a mia moglie e mia figlia. Un sogno.».

Milana sottolinea che vuole «portare questa esperienza a quanti vogliono sfidarsi, crescere ed ottenere i risultati che meritano. A cominciare da ragazzi e imprenditori toscani con cui ho contatti da tempo. Perché mi domando: se una persona come me, a 50 anni, può ottenere questi risultati usando semplici strumenti di coaching, cosa accadrebbe se atleti, squadre giovanili o imprenditori iniziassero ad usare questi strumenti? Quali risultati potrebbero ottenere? Cosa diventerebbe possibile?».

Fiora Bonelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca