Il dolore
Inesauribile Guido 13 ore massacranti
Petrucci ha portato a termine l’Ironman di Venezia (205°) nonostante il forte vento contrario e altre difficoltà
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GROSSETO. L’ultra trail Guido Petrucci ci ha abituato da tempo a performance estreme, mettendo alla prova il suo fisico nel partecipare a competizioni che richiedono un dispendio notevole di energie sulle lunghe distanze.
L’ultima fatica di Petrucci è stata l’Ironman di Venezia: 3.800 metri di nuoto, 180 chilometri in bici senza scia e 42 chilometri di corsa. Una gara durissima che ha visto partire 600 atleti, ma solo 306 sono riusciti a chiudere la competizione, che ha visto 250 ritiri. La sveglia per tutti è alle 3. 30 del mattino, anche se dormire alla vigilia di una gara così importante diventa impossibile.
In questa gara è prevista una partenza “rolling start” che consente di entrare in acqua sgranati in modo da evitare la classica “tonnara” dove si rischia di essere colpiti da altri atleti. Si nuota costeggiando il ponte della Libertà che collega Venezia a Mestre. Petrucci si accorge che c’è una corrente diagonale da destra che lo scarroccia. E poi c’è la bassa marea e in alcuni punti si tocca la melma con le mani. Il grossetano dopo 1 h e 30 minuti finisce la prova in mare e corre in “T1” prima zona cambio dove si toglie la muta e prende la bici, per la frazione bike. Il percorso prevede 20 chilometri all’andata per poi raggiungere un anello da percorrere tre volte con rientro di altri 20 chilometri lungo stradine di campagna, con vento in costante aumento come il caldo. Alla fine il vento soffia contro in maniera ostinata e si fatica non poco per mantenere una velocità accettabile Dopo 5 h e 50 minuti Petrucci rientra in “T2” per il secondo cambio e indossa le scarpe da corsa. Si corre nel parco di San Giuliano di Mestre. Il percorso è molto tortuoso. Questa dovrebbe essere la prova che il maremmano ha curato meglio nei quattro mesi di preparazione alla gara. Ma qualcosa non va. Già dopo 4/5 chilometri i battiti cardiaci salgono e la velocità scende. Petrucci prova a camminare per un po’ e poi riparte, ma le gambe non girano. Male molto male. Quindi decide di camminare e correre per i restanti 37 chilometri, rimettendo il poco cibo assimilato prima della partenza per quattro o cinque volte volte sotto un sole cocente fino a 34 gradi e senza un filo d’ombra. Petrucci chiude la via Crucis in 13 h 01 min. in condizioni fisiche pietose e molto arrabbiato. Il grossetano, che si piazza 205° assoluto, era accompagnato da Enrico Marcucci che si piazza 63°, ottavo nella “M2” in 11h e spiccioli. Da Lido Feri in 13 h e 56 minuti 263 assoluto classifica che lo porta a salire sul podio. Da Giuseppe Todde e Paolo Tontoranelli che si classificano molto indietro in 15h 15 min. E 15h e 46 min tutti appartenenti alla società Triatlhon Grosseto.
Massimo Galletti
L’ultima fatica di Petrucci è stata l’Ironman di Venezia: 3.800 metri di nuoto, 180 chilometri in bici senza scia e 42 chilometri di corsa. Una gara durissima che ha visto partire 600 atleti, ma solo 306 sono riusciti a chiudere la competizione, che ha visto 250 ritiri. La sveglia per tutti è alle 3. 30 del mattino, anche se dormire alla vigilia di una gara così importante diventa impossibile.
In questa gara è prevista una partenza “rolling start” che consente di entrare in acqua sgranati in modo da evitare la classica “tonnara” dove si rischia di essere colpiti da altri atleti. Si nuota costeggiando il ponte della Libertà che collega Venezia a Mestre. Petrucci si accorge che c’è una corrente diagonale da destra che lo scarroccia. E poi c’è la bassa marea e in alcuni punti si tocca la melma con le mani. Il grossetano dopo 1 h e 30 minuti finisce la prova in mare e corre in “T1” prima zona cambio dove si toglie la muta e prende la bici, per la frazione bike. Il percorso prevede 20 chilometri all’andata per poi raggiungere un anello da percorrere tre volte con rientro di altri 20 chilometri lungo stradine di campagna, con vento in costante aumento come il caldo. Alla fine il vento soffia contro in maniera ostinata e si fatica non poco per mantenere una velocità accettabile Dopo 5 h e 50 minuti Petrucci rientra in “T2” per il secondo cambio e indossa le scarpe da corsa. Si corre nel parco di San Giuliano di Mestre. Il percorso è molto tortuoso. Questa dovrebbe essere la prova che il maremmano ha curato meglio nei quattro mesi di preparazione alla gara. Ma qualcosa non va. Già dopo 4/5 chilometri i battiti cardiaci salgono e la velocità scende. Petrucci prova a camminare per un po’ e poi riparte, ma le gambe non girano. Male molto male. Quindi decide di camminare e correre per i restanti 37 chilometri, rimettendo il poco cibo assimilato prima della partenza per quattro o cinque volte volte sotto un sole cocente fino a 34 gradi e senza un filo d’ombra. Petrucci chiude la via Crucis in 13 h 01 min. in condizioni fisiche pietose e molto arrabbiato. Il grossetano, che si piazza 205° assoluto, era accompagnato da Enrico Marcucci che si piazza 63°, ottavo nella “M2” in 11h e spiccioli. Da Lido Feri in 13 h e 56 minuti 263 assoluto classifica che lo porta a salire sul podio. Da Giuseppe Todde e Paolo Tontoranelli che si classificano molto indietro in 15h 15 min. E 15h e 46 min tutti appartenenti alla società Triatlhon Grosseto.
Massimo Galletti
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