Sicurezza
Da Roselle a Grosseto «Cambiare nome una scelta del cuore»
di Paolo Franzò
Entusiasmo della tifoseria verso Mario e Simone Ceri «Il futuro? Un buon settore giovanile e il centro sportivo»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La location è la stessa di qualche mese prima. Quello che è completamente diverso sono i contenuti. Fuori e in aperta contestazione gli ultras allora, contro una Fc Grosseto di cui oggi non si ha notizia alcuna.
Dentro e in totale accordo con la nascente nuova società, oggi. Per Mario e Simone Ceri, la prima uscita pubblica, avvenuta mercoledì sera all’Hotel Airone, è un autentico bagno di folla e di consensi, forse superiore a ogni più rosea aspettativa e l’emozione si legge eccome, sui volti apparentemente sicuri dei prossimi proprietari della prima squadra di calcio della città.
«Mi riesce difficile parlare con un microfono – attacca Simone che sarà l’autentico mattatore della serata – sinceramente ero più a mio agio con il megafono quando andavo in Curva Nord».
Già, perché proprio dal settore caldo della tifoseria biancorossa viene la storia dell’attuale presidente del Roselle Calcio che il Grifone ha seguito in ogni dove e mai come un tifoso qualsiasi, ma sempre in prima linea.
Oggi, dopo il grandissimo lavoro fatto proprio alla guida del Roselle, con lo zio Mario Ceri, è pronto per il grande passo. Quello che non avrebbe mai immaginato di fare.
«Se siamo qui oggi – continua a spiegare agli oltre 200 tifosi a – è perché siamo stati interpellati per sapere se eravamo disponibili a mettere a disposizione i titoli sportivi di AC Roselle, per far sì che il Grifone non si fermasse. Un passo che, lo capite benissimo, per noi non è così facile da compiere in una direzione e nell’altra. Sia verso il Roselle che così andrà a scomparire che verso il Grosseto che è tutta un’altra storia. La prima volta che ho visto una partita del Grifone, il presidente era Paolo Pieruzzini. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi trovarmi di qua dalla barricata oggettivamente fa strano. Però voglio anche dirvi che siamo ancora in tempo tutti per cambiare strada e qui parlo da tifoso. Oppure restano ormai pochi giorni (il 26 scadono i termini), per fare questo cambio di denominazione e trasformare il Roselle in Grosseto. Una scelta che è solo dettata dal cuore, badate bene, perché la testa direbbe ben altro. Così abbiamo deciso di voler fare, prima eventualmente di buttarci in questa avventura, questo incontro con i tifosi, perché lo voglio dire chiaramente: i veri padroni di ogni squadra di calcio siete proprio voi. Sono i tifosi. Senza di voi, senza il vostro pieno sostegno, non si fa nulla, sia ben chiaro».
«Crediamo - sono sempre le parole di Simone - sia giusto parlarvi onestamente, a cuore aperto, oggi che ancora non siamo niente per il Grosseto. Spiegandovi quello che potremo fare. Chiedendovi di affezionarvi a questa creatura piccina piccina che nascerà e aiutarla a crescere fin dove sarà possibile arrivare. Ma senza fare mai il passo più lungo della gamba e senza che nessuno ce lo venga a chiedere, perché quello che vogliamo costruire, è un progetto che deve durare nel tempo. Una scatola con qualcosa di concreto al suo interno, che sopravviva anche dopo di noi, senza fare voli pindarici».
Il futuro, secondo Simone Ceri, «dovrà passare dalla costruzione di un buon settore giovanile, cercando di farci in casa i giocatori. Poi, il centro sportivo che nascerà a Roselle e quindi il bilancio che dovrà essere sempre a posto. Ecco, questi sono i nostri punti fermi. Dopo di che, con sudore, sacrificio, tanta umiltà e zero pretese, cercheremo di fare il meglio possibile per una cosa che ribadisco, è vostra. È della città. Per questo, dopo una lunga riflessione, abbiamo deciso di ripartire dal campionato di Eccellenza Toscana».
Dentro e in totale accordo con la nascente nuova società, oggi. Per Mario e Simone Ceri, la prima uscita pubblica, avvenuta mercoledì sera all’Hotel Airone, è un autentico bagno di folla e di consensi, forse superiore a ogni più rosea aspettativa e l’emozione si legge eccome, sui volti apparentemente sicuri dei prossimi proprietari della prima squadra di calcio della città.
«Mi riesce difficile parlare con un microfono – attacca Simone che sarà l’autentico mattatore della serata – sinceramente ero più a mio agio con il megafono quando andavo in Curva Nord».
Già, perché proprio dal settore caldo della tifoseria biancorossa viene la storia dell’attuale presidente del Roselle Calcio che il Grifone ha seguito in ogni dove e mai come un tifoso qualsiasi, ma sempre in prima linea.
Oggi, dopo il grandissimo lavoro fatto proprio alla guida del Roselle, con lo zio Mario Ceri, è pronto per il grande passo. Quello che non avrebbe mai immaginato di fare.
«Se siamo qui oggi – continua a spiegare agli oltre 200 tifosi a – è perché siamo stati interpellati per sapere se eravamo disponibili a mettere a disposizione i titoli sportivi di AC Roselle, per far sì che il Grifone non si fermasse. Un passo che, lo capite benissimo, per noi non è così facile da compiere in una direzione e nell’altra. Sia verso il Roselle che così andrà a scomparire che verso il Grosseto che è tutta un’altra storia. La prima volta che ho visto una partita del Grifone, il presidente era Paolo Pieruzzini. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi trovarmi di qua dalla barricata oggettivamente fa strano. Però voglio anche dirvi che siamo ancora in tempo tutti per cambiare strada e qui parlo da tifoso. Oppure restano ormai pochi giorni (il 26 scadono i termini), per fare questo cambio di denominazione e trasformare il Roselle in Grosseto. Una scelta che è solo dettata dal cuore, badate bene, perché la testa direbbe ben altro. Così abbiamo deciso di voler fare, prima eventualmente di buttarci in questa avventura, questo incontro con i tifosi, perché lo voglio dire chiaramente: i veri padroni di ogni squadra di calcio siete proprio voi. Sono i tifosi. Senza di voi, senza il vostro pieno sostegno, non si fa nulla, sia ben chiaro».
«Crediamo - sono sempre le parole di Simone - sia giusto parlarvi onestamente, a cuore aperto, oggi che ancora non siamo niente per il Grosseto. Spiegandovi quello che potremo fare. Chiedendovi di affezionarvi a questa creatura piccina piccina che nascerà e aiutarla a crescere fin dove sarà possibile arrivare. Ma senza fare mai il passo più lungo della gamba e senza che nessuno ce lo venga a chiedere, perché quello che vogliamo costruire, è un progetto che deve durare nel tempo. Una scatola con qualcosa di concreto al suo interno, che sopravviva anche dopo di noi, senza fare voli pindarici».
Il futuro, secondo Simone Ceri, «dovrà passare dalla costruzione di un buon settore giovanile, cercando di farci in casa i giocatori. Poi, il centro sportivo che nascerà a Roselle e quindi il bilancio che dovrà essere sempre a posto. Ecco, questi sono i nostri punti fermi. Dopo di che, con sudore, sacrificio, tanta umiltà e zero pretese, cercheremo di fare il meglio possibile per una cosa che ribadisco, è vostra. È della città. Per questo, dopo una lunga riflessione, abbiamo deciso di ripartire dal campionato di Eccellenza Toscana».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google