Il Tirreno

Grosseto

Mansi: «Io e il Grosseto? Penso solo alla Lavagnese» 

di Paolo Franzò
Mansi: «Io e il Grosseto? Penso solo alla Lavagnese» 

Il patron del Gavorrano rinvia (eventualmente) a lunedì ogni approfondimento anche se c’è la richiesta per giocare le future partite di Lega Pro allo Zecchini 

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GAVORRANO. Chi spinge in una direzione, chi in un’altra, chi ancora rimane neutrale, senza preferenze particolari nella speranza comune di una squadra che possa rappresentare la città, in un qualche campionato, nella prossima stagione.
È lo stato d’animo della tifoseria biancorossa di oggi, dopo il disconoscimento praticamente totale della Fc Grosseto. Sì, perché il paradosso è proprio quello: una squadra, la città l’ha ancora, sebbene retrocessa in Eccellenza, ma pur sempre ancora in vita. Ma del destino della società di proprietà americana ben poco importa ormai alla maggior parte degli sportivi biancorossi, incuranti anche di un suo eventuale rilancio, o cambio di proprietà venturo. Così, gli occhi vanno un po’ verso Roselle e un po’ in direzione di Gavorrano. Inutile girarci intorno. Inutile far finta di nulla. È il segreto di Pulcinella con l’amministrazione comunale e l’assessore allo sport Fabrizio Rossi e i suoi collaboratori, al lavoro ormai da tempo alla ricerca di una soluzione. Di certo, però, oggi 28 aprile 2017, non c’è nulla. Il sogno, forse neanche tanto segreto, sarebbe quello di unirli entrambi in un progetto di più ampio respiro. La paura, probabilmente, è quella di riuscire soddisfare tutti e non rimanere alla fine con il classico cerino in mano.
Ma cosa ne pensa per esempio, l’ingegner Luigi Mansi, patron del miracolo Gavorrano? «In questo momento — risponde come sempre con grande gentilezza — stiamo pensando soltanto alla partita di domenica prossima. Siamo a un passo da un traguardo storico e siamo concentrati solo su questo. Dopo, se tutto andrà bene, da lunedì prossimo siamo pronti e disponibili a parlare di qualunque cosa».
Se non è una apertura, assomiglia parecchio a una strizzata d’occhio verso il capoluogo di provincia. Del resto, non è un mistero che in caso di promozione in Lega Pro, il Gavorrano chiederà al Comune di Grosseto la disponibilità a poter giocare le gare interne del prossimo campionato proprio al Carlo Zecchini, non avendo il Malservisi-Matteini le condizioni minime richieste nei professionisti.
Se poi Mansi aggiunge ancora: «Sapete che io amo la Maremma», l’impressione è quella che un dialogo tra le parti si possa aprire, sempre che non sia già stato aperto.
Questo però non esclude l’altra opzione che vedrebbe di fatto il Roselle dei Ceri prendere in mano il “nuovo Grosseto”, con la sponsorizzazione forte di Piero Camilli, ex patron biancorosso che, però, stando alle ultime indiscrezioni, esclude categoricamente un proprio ritorno in prima persona, mentre sarebbe ampiamente disponibile nel proseguire nella sponsorizzazione del Roselle, tanto più se esso prendesse sembianze biancorosse. Ma anche da Roselle, ad oggi, non arriva nessun tipo di conferma e si sarebbe fermi a un incontro ormai piuttosto datato. Anche se, per quanto è dato sapere, se Roselle dovesse essere, pure in caso di mancata promozione in D nei prossimi playoff di Eccellenza, le possibilità di ripescaggio sarebbero concrete. La società rosellana si sarebbe già mossa su più fronti, per organizzarsi in tal senso anche come struttura societaria.
Ma è chiaro che la questione è tutt’altro che di semplice soluzione. Sul tavolo ballano differenze di categoria, richieste da parte dell’eventuale nuova proprietà, offerte e proposte da parte dell’amministrazione e pure il pensiero della tifoseria biancorossa che come spesso accade in Maremma, è assolutamente divisa. Non rimane insomma che attendere nella speranza, alla fine, di vivere tutti felici e contenti.

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