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Grosseto

IL FACCIA A FACCIA 

Big Luciano non ha perso gli artigli 

Big Luciano non ha perso gli artigli 

Moggi al Granduca: risposte a tutto campo e frecciate per tutti

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GROSSETO. Big Luciano è ancora sulla breccia. A 80 anni (quasi) suonati (ma non glieli daresti), assapora ancora il piacere di usare il fioretto, quando racconta aneddoti quasi mitologici della sua lunghissima carriera da uomo mercato, e lo spadone a due mani, quando riecheggiano gli strascichi di Calciopoli.
Luciano Moggi risponde, non a tutto ma risponde. E se l’amico giornalista Franco Esposito lo definisce “bugiardo professionale”, per le balle raccontate alla stampa nelle innumerevoli trattative passate tra le sue mani, lui non si scompone; anzi.
La presenza di quest’uomo così discusso in una serata organizzata dal Panathlon, club che fa dell’etica sportiva il suo tratto distintivo, assume un contorno insolito. Armando Fommei, il presidente, che questa presenza aveva voluto a ogni costo (e da tempo), a fine serata sorride, dopo aver intimamente temuto che qualcosa potesse andare storto. Ha corso il rischio, è andata bene. Ma l’ex ferroviere devoto di Padre Pio, originario di Monticiano e con radici salde a Follonica, arrivato al Granduca con moglie e cognati, del resto è abituato a scendere nella fossa dei leoni e a contrattaccare: ne ha per l’Inter di ieri e di oggi (e quante!), per l’avvocato (non l’Avvocato) che a suo tempo non aveva saputo o potuto difeso la Juventus, per l’arbitro De Santis e il designatore Bergamo, per mister certe sostituzioni fatte da Maurizio Sarri al Napoli, per il ct Giampiero Ventura che non conosce il calcio internazionale e non ha mai gestito campioni, per le società di serie A imbottite di stranieri di secondo piano che tolgono spazio ai giovani italiani, per lo scandalo di giocatori che addirittura ammettono di aver scommesso sulle partite e che ancora vanno in campo, sui calciatori falliti in Italia che vanno in Cina. Cose magari già sentite o lette. «Nessuno mi querela perché dico la verità», dice citando intercettazioni più o meno conosciute che hanno a suo parere hanno orientato la giustizia, sportiva e ordinaria, anche e soprattutto ai suoi danni.
Poi si compiace ricordando i depistaggi della stampa, ad esempio quando ci fu da concludere per Alemao al Napoli, e le sottigliezze per acquistare Crippa. Ha parole di affetto per Graziano Galletti (e promuove un applauso) e invece non tenere per la società Fc Grosseto.
Nessun rimpianto. Eppure ci sarà qualche rammarico: «Sì, per Cristiano Ronaldo. Se fossi riuscito a prenderlo, avrei fatto tombola, anche se all’epoca e non ancora il talento che sarebbe poi diventato». E adesso quale calciatore potrebbe meritare l’attenzione di Moggi? «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Beh, del resto, se è ancora sulla breccia e se è un “bugiardo professionale”, perché svelare il prossimo affare?
Pierluigi Sposato

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