La manifestazione
Quei sei runner sui sentieri di Capraia
Petrucci primo dei maremmani: si è piazzato 17° con 3h 14’09
GROSSETO. Due giorni di gara trascorsi ammirando un paesaggio incontaminato a contatto stretto con la natura.
È quello che hanno provato gli oltre 70 runners alla 1ª edizione della Capraia Rock Trail 2017.
Un appuntamento che sei grossetani, appassionati della corsa in condizioni estreme e di fuori pista non si sono voluti perdere, facendo segnare al termine della prova anche dei buoni piazzamenti. Le ottime condizioni climatiche hanno reso la competizione meno massacrante, anche se molto più impegnativa del previsto. Due le distanze da percorrere. La prima più corta di quattordici chilometri e la seconda più lunga di ventiquattro chilometri con partenza e arrivo al porto dell'isola su un tracciato con un dislivello massimo di 1200 metri. Il percorso della gara è stato classificato con il bollino rosso in base alle linee guida del trail italiano. Si tratta di un itinerario per escursionisti esperti. un tracciato che richiede la capacità di muoversi su terreni particolari, con sentieri impervi o infidi, come pendii con affioramenti rocciosi o detritici talora esposti.
Ma i sei atleti maremmani: Emiliano Sennati e Massimo De Masi e Guido Petrucci delTeam Marathon Bike, Massimo Cianchi e Paolo Coli del Trail Team Maremma e Alessandro Cezza della Palestra Ymca non si sono certo scoraggiati, abituati a ben altre prove, come quelle, per fare un esempio, in cui si è cimentato a suo tempo Guido Petrucci che ha corso su ogni tipo di terreno passando dalla sabbia del deserto alle lunghe distanze dei sentieri dolomitici.
In classifica generale il primo fra i grossetani a tagliare il traguardo è Guido Petrucci, diciassettesimo con il tempo di 3:14:09. Subito dietro Alessandro Cezza (26°) con il tempo di 3:28:18. Massimo De Masi è 56° in 4:29:10. Paolo Coli 63° in 4:48:08. Per finire con Massimo Cianchi che conclude le sue fatiche piazzandosi 69° e il tempo di 5:17:28.
«Capraia è un isola molto selvaggia - spiega Petrucci al termine della gara - Il percorso ha la forma di un otto con due salite. La seconda principalmente molto tecnica e impegnativa. Bisognava scalarla più che salirla. Il punto più bello e più alto del tracciato è quello che arriva nella parte opposta dell'isola. Il panorama è stupendo. Si poteva vedere la Corsica e le sue pendici innevate», conclude Petrucci, che non esclude la sua partecipazione e quella degli compagni di corsa anche per la seconda edizione della Capraia Rock Trail.
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