Sicurezza
Simone, 17 anni e la maglia da titolare
Orbetello: Troncarelli ripaga la fiducia di Carotti con un gol e giocate da applausi
ORBETELLO. Il nome nuovo del calcio orbetellano si chiama Simone Troncarelli, classe 2000, un trequartista che dopo alcuni spezzoni di partita in cui ha fatto furore si è guadagnato la maglia da titolare.
Domenica scorsa nella trasferta a Casciano di Murlo contro La Sorba, Simone è stato schierato nell’undici titolare ed ha ripagato la fiducia del mister Alfredo Carotti con una prestazione esemplare condita da un gol, da una autorete provocata e da una serie di giocate da grandi applausi.
Alfredo Carotti è stato sempre un talent scout ed anche questa volta ha saputo pescare tra gli allievi questo ragazzo che ormai si allena in pianta stabile con la prima squadra. Con la sua vivacità e la sua classe l’Orbetello ha una importante soluzione in più a cui poter attingere in questa cruciale fase della stagione che vede la squadra del presidente Palmiro Bosi protesa nella rincorsa della capolista Torrenieri.
Simone è arrivato in prima squadra qualche mese dopo l’esordio del fratello maggiore Giulio adesso fermo per infortunio e mister Carotti ne tesse le lodi: «Simone è un ragazzino che ascolta e mette in pratica ciò che gli viene detto. Saper ascoltare ciò che ti dice un allenatore è già una grande cosa.
Essendo piccolo di età Simone è penalizzato dal punto di vista fisico a giocare in prima squadra, peraltro è un ragazzo molto generoso che non ha paura di niente e si getta su tutte le palle e proprio in una dinamica di questo tipo l’altra settimana contro la Maglianese è rimasto contuso».
Quindi Alfredo Carotti si esprime facendo leva sulla propria esperienza: «Simone è velocissimo con i piedi ed è anche molto sveglio come giocatore.
Domenica scorsa gli ho visto fare alcuni numeri che possono riuscire soltanto a chi è molto bravo ed ha qualità. A questa età però è importante che lui non sappia di essere bravo perché deve continuare ad applicarsi come ha fatto finora per migliorare ulteriormente, per cui cercheremo di non fargli leggere questo articolo».
Paolo Mastracca
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