Il Tirreno

Grosseto

Grifone, non si gioca nemmeno stavolta

di Paolo Franzò
Grifone, non si gioca nemmeno stavolta

La Lavagnese tornerà a casa con i 3 punti in tasca

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GROSSETO. Non ci sarà nessuna scena da libro Cuore oggi allo stadio Zecchini, dove Grosseto e Lavagnese replicheranno il pomeriggio già vissuto poco meno di un mese fa, quando era in programma il derby di ritorno con il Gavorrano: cancelli chiusi, arbitro che farà compilare le distinte e attenderà i 45’ dopo l’orario dell’inizio ufficiale e che poi manderà tutti a casa. Insomma, non si giocherà.

Nessuna comunicazione da parte della società e stadio che quindi inevitabilmente, inesorabilmente, resterà chiuso. «Per quanto ci riguarda - spiega Bruno Federici, tecnico del Grosseto - questa presenza è d’obbligo, al fine di evitare a me e ai giocatori, altri guai. Poi vedremo cosa accadrà, se accadrà qualcosa». È chiaro che se, per assurdo, la squadra dovesse andare in campo (e non solo oggi), il rischio principale riguarderebbe la salute dei giocatori biancorossi che ormai, eccezion fatta per la sgambata di giovedì al Parco Giotto, non si allenano da settimane in maniera adeguata. Il paradosso è anche che la Lavagnese, a conoscenza di tutto quanto sta avvenendo quaggiù, debba scendere sino in Maremma per una semplice gita turistica, anche se corroborata da 3 punti facili facili che le verranno poi assegnati in classifica. Con buona pace delle dirette concorrenti della squadra di Lavagna.

L’ulteriore paradosso, poi, è che non è da escludere che, così come era già successo in occasione della trasferta di Massa, la società imponga alla squadra di andare invece a giocare, domenica prossima, a Montemurlo. Lì il campo c’è. Possibile? «Ci aspettiamo di tutto - risponde ancora un rassegnato Federici - ma a questo punto, in queste condizioni, mi auguro proprio che non accada. Comunque sia, noi ci daremo appuntamento per mercoledì prossimo, per la ripresa degli allenamenti. Se questo sarà possibile, possiamo parlare di tutto, anche di giocare. Altrimenti non se ne parla proprio. Speriamo piuttosto che qualcosa possa accadere nei prossimi giorni. Che la Federazione ponga fine a tutto questo, in qualche modo, sempre però tutelando la mia squadra».

In quest'ottica, in Lega è arrivata la terza segnalazione da parte dell’Associazione italiana calciatori che proprio in settimana era venuta a Grosseto, con i suoi rappresentanti nazionali, per monitorare in prima persona la situazione. Tutto ormai si svolge sotto gli occhi di tutti e l’auspicio dell’allenatore biancorosso non può che essere che quello di ogni tifoso biancorosso: che la Lega o la Federazione intervengano prima della quarta partita non disputata. Perché altrimenti, c’è il rischio concreto di arrivare in questa situazione sino al 13 aprile, quando a Grosseto dovrebbe arrivare il Ponsacco. Con la partita di oggi infatti siamo soltanto alla seconda volta che questo accade. Mentre ieri la Juniores, non presentandosi alla partita prevista al Nilo Palazzoli, con il Trastevere, è salita già alla terza mancata disputa ed è quindi a un solo match dalla radiazione. Cosa che accadrà presto anche per la formazione Allievi.

E ancora una volta, l’unica domanda che rimane senza risposta è: perché? Perché si è arrivati a questo punto? La società biancorossa aveva tutto il tempo, se davvero ne avesse avuta l’intenzione, per pagare il tariffario richiesto dal Comune e organizzare la partita odierna, tra l’altro aprendo le porte anche a quelle persone che all’inizio della stagione avevano pagato l’abbonamento e che quindi reclamano (alcuni lo avevano fatto anche in occasione del derby non disputato) il diritto a vedere ciò per cui avevano pagato.

Appuntamento quindi nel piazzale del palasport a fianco dello Zecchini, alle 13 se qualcuno vuole assistere a tutto dall’inizio, dall’arrivo della terna arbitrale ai saluti. Magari stavolta con qualche panino e un mazzo di carte. Perché calcio, anche in questa domenica, al Carlo Zecchini non ce ne sarà.

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