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Grosseto

Il ct Mazzieri lascia dopo dieci anni di emozioni forti

Il ct Mazzieri lascia dopo dieci anni di emozioni forti

«Avevo deciso di lasciare a prescindere dalle elezioni Fibs Ho cercato di dare alla Nazionale dignità e professionalità»

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GROSSETO. Marco Mazzieri ha cambiato la mentalità alla nazionale di baseball, portandola a livelli mai raggiunti prima, dal bronzo di Taiwan nella Coppa Intercontinentale 2010 al secondo turno del World Classic 2013 , passando per il doppio titolo europeo a spese di quell’Olanda che lunedì giocherà la semifinale mondiale.

Alla vigilia della partenza per il Messico ha annunciato che sarebbe stato il suo ultimo Classic, la sua ultima avventura in azzurro e non sono bastate nemmeno le parole di stima del presidente Fibs Andrea Marcon a farli cambiare idea: «Nel nostro dugout c’è un’energia incredibile, c'è gente che tiene alla maglia azzurra più di quelli che sono rimasti a casa. E tutto questo è merito di Marco Mazzieri e del suo staff: ha creato un gruppo forte, unito, orgoglioso di indossare questa maglia e ha fatto innamorare l’Italia del baseball».

L’ex capitano del Bbc Grosseto lascia la panchina dopo dieci stagioni indimenticabili, durante le quali ha conquistato storiche vittorie contro gli Stati Uniti o i campioni della Mlb, i Chicago Cubs

«In questi giorni - dice Mazzieri - ho avuto tanti messaggi piacevoli, che mi invitavano a rimanere alla guida dell'Italia. La verità è che io, a prescindere dal risultato delle elezioni Fibs di novembre, avevo già deciso di smettere, il giorno dopo la conclusione del Classic».

Qual è l'eredità che lascia?

«Io ho cercato di dare a questa squadra una dignità, una professionalità, grazie anche ad uno staff che ha dimostrato una grandissima professionalità in questi 10 anni. Questo è il risultato importante, al di là delle vittorie o delle sconfitte, abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità e ora è giusto lasciare il passo a chi verrà dopo. Noi siamo contenti di quello che abbiamo fatto».

Mazzieri torna anche sullo spareggio con Venezuela.

«Abbiamo provato sensazioni forti - dice il tecnico di Roselle - da tutti i punti di vista, sia in positivo che in negativo. Quando arrivi a tre out dalla fine della gara decisiva per il passaggio al secondo turno e giochi con il Venezuela una partita magistrale, con episodi che potevamo gestire meglio, altri nei quali siamo stati meno fortunati».

«Potevamo evitare anche questo spareggio - conclude - e andare a San Diego con la vittoria nella prima gara con il Venezuela. Il lanciatore Francisco Rodriguez non doveva trovarsi lì, a raccogliere l'assistenza dell'esterno per eliminare a casa Butera. Peccato, accettiamo il risultato ma credo che tutti dovrebbero essere orgogliosi di questi ragazzi, che hanno lottato fino alla morte».

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di Redazione web