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Il grande ciclismo attraversa la Maremma

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Il grande ciclismo attraversa la Maremma

Da Monterotondo a Pitigliano per 170 km Benedetti: «In gara i campioni più forti»

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GROSSETO. La 52ª Tirreno-Adriatico, una delle più importanti corse a tappe italiane, iniziata ieri con la cronometro a squadre di Lido di Camaiore, sbarca domani in Maremma, con la terza tappa, da Monterotondo Marittimo-Montalto di Castro che toccherà ben sette comuni della provincia. Partendo da Monterotondo Marittimo (oggi la seconda tappa arriverà a Pomarance) la corsa dei due mari rimarrà sul territorio maremmano per 170 km fino a Pitigliano, per poi trasferirsi nel Lazio per poi dirigersi verso Montalto di Castro dove è previsto un arrivo che dovrebbe essere favorevole ai velocisti.

La corsa attraverserà Massa Marittima, Gavorrano, Ribolla, Braccagni, Roselle, Istia d'Ombrone, Scansano (dove è fissato il Gran premio della montagna a 541 metri: arrivo tra le 13,30 e le 13,44), Terme di Saturnia (traguardo volante), Catabbio (traguardo volante), San Martino sul Fiora, Sovana, Pitigliano per poi tornare sull’Aurelia al bivio per Manciano. E sono migliaia gli appassionati che si preparano ad aspettare il passaggio della colorata carovana. La Tirreno-Adriatico servirà in un certo senso a rendere meno cocente la delusione per il mancato transito del Giro d’Italia. Il percorso totale è di 204 chilometri, con poche difficoltà per gli atleti.

I ciclisti si ritroveranno a Monterotondo Marittimo, in largo garage comunali, tra le 9,50 e le 11,10. Alle 11,20 si abbasserà la bandierina dello starter e la corsa correre nel territorio provinciale fino alle 15,15.

«La soddisfazione più grande - dice il delegato provinciale della Fci, Secondo Benedetti, che domani passerà il testimone, dopo venti anni, a Corrado Corridori - è quella di essere riusciti a riportare una partenza in provincia: non succedeva da diversi anni».

Benedetti, che continuerà ad essere il referente delle grandi corse professionistiche, spiega alcuni retroscena sulla scelta del percorso: «La tappa ricalca il tracciato dello scorso anno. A causa dei disagi e delle polemiche dell’anno scorso la Gazzetta dello sport, organizzatrice dell’evento, ha deciso di togliere il passaggio da Grosseto e di far passare i corridori da Roselle, in modo da creare meno problemi al traffico. In gara ci saranno i campioni più forti e sarà un bel test per il Giro d'Italia. Quando rivedremo la corsa rosa? Il mio sogno era di portarla sul Monte Amiata. Speriamo di riuscirci presto».

Ben 176 i corridori (22 squadre) in gara di una Tirreno-Adriatico destinata ad entrare nella storia anche perché regalerà un sorriso e parole di conforto a chi è in difficoltà. Domenica la tappa dei Muri, che scatta da Rieti e si concluderà con nel centro storico di Fermo, attraversa infatti le zone dell’Italia centrale sconvolte dal terremoto: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.

Sarà un’edizione di altissimo livello, un test probante in vista del Giro d'Italia, che quest’anno festeggia la centesima edizione. Al via ci sono molti campioni, a cominciare da Vincenzo Nibali (il vincitore del Giro d’Italia 2016), proseguendo con Quintana, Aru, Pinot, Mollema, Van Garderen, Thomas, Landa, A. Yates, Rosa, Uran, Rui Costa. Due tappe chiave per decretare il vincitore: l’arrivo in salita sul Terminillo, sabato, dove dominò tra la neve Quintana nel 2015, e domenica. «È una Tirreno-Adriatico - dice Vincenzo Nibali, il protagonista più atteso - non semplice, sono alla ricerca della migliore condizione. Questa corsa sarà molto indicativa per me per capire a che punto sono in vista del resto della stagione e soprattutto in prospettiva Giro d’Italia».

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