Il Tirreno

Grosseto

castiglionese

Clamoroso, i calciatori “licenziano” il presidente

Clamoroso, i calciatori “licenziano” il presidente

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Clamoroso al Valdrighi! I giocatori della Castiglionese, con un duro comunicato, hanno esonerato di fatto il presidente, intimandogli le dimissioni immediate, decidendo di...

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Clamoroso al Valdrighi! I giocatori della Castiglionese, con un duro comunicato, hanno esonerato di fatto il presidente, intimandogli le dimissioni immediate, decidendo di “lasciare la borsa” e non giocare più nessuna partita in caso rimanesse l’attuale dirigenza.

Una decisione irrevocabile da parte della squadra, che ha lasciato di stucco la società rossoblù e lo stesso presidente Federico Clementini. Era dall’inizio della stagione calcistica che la Castiglionese stava soffrendo in campo: una partenza in salita sotto la guida di mister Corrado Tosini, poi esonerato con l’arrivo di Marco Travison a fine novembre, per una classifica però sempre rimasta in zona playout.

Nel comunicato diramato dalla squadra all’indomani della sconfitta casalinga con il Ponte d’Arbia, le motivazioni non lasciano dubbi: «Siamo costretti ad interrompere quest’annata calcistica a malincuore e con profonda delusione, vista la condotta e i comportamenti della società, da noi non ritenuti non corretti. Viviamo in una situazione fuori da ogni logica – continuano i giocatori – fuori da qualsiasi contesto di gruppo sportivo. Per fare qualche esempio, sono mesi e mesi che quasi ogni sera dobbiamo fare la doccia fredda perché nessuno ha mai provveduto a mettere il gasolio nella caldaia; non c’è acqua da bere e la domenica, spesso e volentieri, abbiamo dovuto farci carico di alcune spese per le trasferte».

Insomma, nello spogliatoio dei rossoblù a quanto pare il clima era esplosivo da tempo. Continua la nota: «Volutamente in fondo a questa lista mettiamo il quasi totale mancato percepimento dei rimborsi spese pattuiti. Per tutta questa serie di motivi, e ce ne sono altri che non volgiamo elencare, ci resta ormai difficile venire al campo con allegria. Prima che la gente estranea ai fatti inizi ad etichettarci come “mercenari” – conclude il comunicato – o persone legate solo al denaro, perché siamo certi che di questo verremmo accusati, volgiamo dire che nel caso in cui l’attuale società facesse un passo indietro rassegnando le dimissioni, saremmo disposti a finire l’anno calcistico, cercando di raggiungere la salvezza e onorando la maglia della Castiglionese, anche gratuitamente». Fin qui il pensiero della squadra.

E ieri il presidente Federico Clementini è andato in sede, cercando di venire a capo di quello che gli è piombato addosso. «È una situazione paradossale – il primo pensiero di Clementini – di sicuro la società va avanti. Personalmente sono disposto a prendere in considerazione tutte le soluzioni, anche quella di dimettermi, ma al momento non c’è nessun contatto con i giocatori, che paiono irremovibili nella loro decisione. Ho parlato anche con l’allenatore, e anche lui è in chiara difficoltà e sta pensando di lasciare. Nessuno si è fatto avanti per chiedermi la società, e se qualcuno lo farà mi metto al tavolo e vediamo cosa viene fuori. Io devo pensare ai ragazzi del settore giovanile, alla scuola calcio, non è pensabile che possa andarmene così di punto in bianco. Il peso di mandare avanti la Castiglionese è rimasto tutto sulle mie spalle, sono solo e nessuno mi da una mano».

A questo punto la Castiglionese rischia davvero di chiudere anzitempo il campionato di Prima categoria, se magari anche la squadra Juniores non fosse in grado di scendere in campo, con la società che in questo caso perderebbe l’affiliazione, oltre ad una multa salata.

Enrico Giovannelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web