Toscana
Riccardo Berni fa le carte al poker d’assi
Chi sarà la regina d’inverno della prima categoria? Aurora, San Quirico, Argentario e Gracciano si contendono il titolo
GROSSETO. Alla ripresa del campionato di prima categoria si deciderà in volata il titolo di campione d'invero tra le quattro big Aurora Pitigliano, San Quirico d'Orcia, Argentario e Gracciano che stanno rendendo questo campionato avvincente come raramente era avvenuto in precedenza. Abbiamo chiesto a Riccardo Berni, allenatore che conosce bene queste realtà calcistiche di farci la sua analisi di queste squadre.
AURORA PITIGLIANO. «Secondo me il valore aggiunto dei gialloblù è Marco Galli, un tecnico che è molto avanti per metodologia, per mentalità e per la capacità di dare equilibrio alla squadra. Galli ha saputo rigenerare un giocatore di valore come Formiconi e sta facendo fruttare il reparto offensivo che è quello che offre maggiore qualità con Paoloni, Sequino, Bonaventura e Formiconi. Il tallone d’Achille è una rosa non lunghissima ed il fatto che essendo ancora in corsa in coppa Toscana può rimanere a corto di energie ma l’ingaggio di Silvestri rappresenta un arrivo importante che può sopperire almeno parzialmente a tale carenza e denota una società sempre attenta e dinamica».
SAN QUIRICO D’ORCIA. «L’undici titolare è il più forte in assoluto della Prima categoria. Daniele Marchi è un buon allenatore che dispone di una squadra molto solida che ha buone e molteplici soluzioni nel reparto offensivo dove spicca D’Aniello, un ’97 che è sicuramente un gradissimo giocatore. Basti pensare che Inciocchi, attaccante che lo scorso anno ha vinto il campionato con la Chiantigiana va spesso in panchina. Voglio menzionare anche Guidotti, che ha un passo in più, gioca davanti alla linea dei difensori indifferentemente a destra e sinistra, è una garanzia assoluta».
ARGENTARIO. «È la squadra a cui sono più legato per ovvi motivi. Ho giocato con l’Argentario, ne sono stato allenatore ed è la squadra del mio paese. Secondo me ha la rosa più forte di tutti malgrado il recente infortunio di Sclano rappresenti una grossa perdita. Cedroni, Fanciulli, Marconi e adesso il nuovo arrivato Chiatto sono fuoriquota che giocherebbero anche senza la regola che obbliga il loro utilizzo. Sono forti a prescindere dall’età, basta osservare ogni domenica la panchina dell’Argentario per rendersi conto di quanta qualità ci sia e credo che il compito più difficile dell’allenatore Domenico Picchianti sia proprio quello di gestire qualche eventuale malcontento di chi gioca meno.
Come è tradizione dell’Argentario il fattore campo ha un peso importante, il “Maracanà - Aldo Bussi” è difficile da espugnare, ma sono convinto che il destino dell’Argentario si deciderà nelle prossime tre trasferte contro Quercegrossa, San Quirico d’Orcia e Castiglionese. Se la squadra uscirà imbattuta, allora potrebbe diventare la favorita».
GRACCIANO. «È una squadra molto giovane, forse troppo con tutto ciò che ne consegue. A Porto Santo Stefano vinceva 2-0 e perse 4-3. Sono evidenti difetti di gioventù a cui prova a sopperire l’esperienza dell’allenatore Fabrizio Scarpellini. Credo che il futuro di questo campionato dipenda dalla velocità con cui i giovani sapranno trovare la giusta e necessaria maturazione.
Infine la considerazione che vale per tutte le squadre: stavolta dopo tanti anni ci sono tre settimane di sosta. Una pausa che permette agli allenatori di reimpostare un lavoro atletico importante che inciderà molto alla ripresa del campionato».
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