Gioco
Boxe, un nuovo museo aperto però a tutti gli sport
GROSSETO. Una nuova sede per il museo del pugilato ed una nuova area abitativa cittadina con vie intitolate a personaggi sportivi che hanno rappresentato la Maremma in Italia e nel mondo. È l’idea...
GROSSETO. Una nuova sede per il museo del pugilato ed una nuova area abitativa cittadina con vie intitolate a personaggi sportivi che hanno rappresentato la Maremma in Italia e nel mondo.
È l’idea che gli assessorati comunale allo sport ed all’urbanistica nei prossimi mesi potrebbero sviluppare su proposte di cittadini, sportivi del passato ma anche da istituzioni, come scuole. L’assessore Fabrizio Rossi si dice aperto ad accogliere suggerimenti sulla possibile nuova localizzazione del museo dedicato allo sport grossetano che da molti anni è limitato in un piccolo angolo nell’atrio del palazzo municipale e a una sola disciplina. Le numerose richieste degli Amici del Pugilato sulla nuova destinazione dei cimeli che rievocano storici incontri sul ring non hanno mai avuto risposte ma ora si profila un’apertura. L’intenzione del Comune è quella infatti di valutare non solo una struttura che racchiuda i trionfi e le prodezze di una generazione di boxeur maremmani salita ai più alti vertici europei ma anche di riunire, in un’unica grande collezione cimeli, maglie autografate, coppe e medaglie di tutte le discipline sportive che hanno fatto conoscere Grosseto oltre confine. E così calcio, baseball, hockey, football americano e boxe potrebbero essere suddivise per periodi storici ed aree distinte testimoniati dai cimeli storici accompagnati da giornali dell’epoca, registrazioni audio e video ed altri particolari: se dovesse realizzarsi, il museo dello sport sarebbe un tesoro per i cittadini ed un’attrattiva per turisti ed appassionati di sport. Al momento manca l’individuazione della sede ma la volontà di trovarla.
«Siamo pronti a valutare l’apertura di un’ampia sede che possa ospitare un museo dello sport - spiega Rossi - anche se per ora non ho ricevuto niente di concreto sul tavolo. Ma la storia e la lunga tradizione del pugilato impongono che non basti un sottoscala comunale ad ospitare coppe, guantoni e fotografie ma che ci debba essere un’idonea destinazione di cui Grosseto potrà vantarsi».
E con un progetto da finanziare e valorizzare. Un altro aspetto sempre legato alla memoria sportiva su cui serve farsi avanti per dare proposte, riguarda l’intitolazione delle vie di nuove aree urbane magari. I nomi da fare sono tanti: basti pensare ai pugili Luciano Fabbroni ed Emilio Marconi, ad Umberto Cavini, a Carlo Zecchini (a cui è già intitolato lo stadio) o a Mario Ferri che per oltre vent’anni è stato presidente dell’Us Grosseto calcio. «Sarebbe entusiasmante - continua Rossi - creare una nuova area abitativa di Grosseto con una toponomastica fatta solo di vie dedicate ai personaggi storici della città. Ci penserò sopra».
Stefano Fabbroni
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