Gioco
«La mia maratona a settanta anni Anche così combatto il tumore»
FOLLONICA. Anche quest'anno erano in tanti, oltre sessantamila, che hanno deciso di percorrere di corsa le strade di New York per la 46ª edizione della maratona più famosa al mondo. C’erano vip,...
FOLLONICA. Anche quest'anno erano in tanti, oltre sessantamila, che hanno deciso di percorrere di corsa le strade di New York per la 46ª edizione della maratona più famosa al mondo. C’erano vip, sportivi più o meno famosi, gente comune proveniente da tutto il mondo.
Nella pattuglia dei circa 3000 italiani, la rappresentanza più grande dopo quella statunitense, c’era anche la follonichese Giovanna Pellegrino che alla soglia dei 70 anni ha corso la sua prima maratona completando i 42 chilometri e spiccioli in 6 ore e 4 minuti. La sua storia merita di essere raccontata perché Giovanna convive da 35 anni con una patologia tumorale: dal 1982 ha subito 13 operazioni al torace, un anno fa ha deciso che avrebbe corso a New York e dopo dodici mesi di allenamenti c’è riuscita: «Ed è stata una delle cose più belle che abbia mai fatto» racconta appena scesa dall’aereo che l’ha riportata ieri pomeriggio in Italia.
«A causa della mia patologia mi hanno invitato a tenermi in allenamento per non rischiare di atrofizzare il torace - spiega Giovanna - ma avevo poca voglia di farlo, così mi sono creata un obiettivo per stimolarmi e ho deciso che la maratona di quest’anno sarebbe stato il mio target. Ed ho iniziato ad allenarmi facendo tutto da sola: in estate ogni mattina mi alzavo alle 2,30, alle 3 iniziavo a correre fino alle 8, poi tornavo a casa e continuavo la mia vita di tutti i giorni. L’ho chiamato gioco-salute perché questo alla fine si è rivelato, in tanti mi hanno seguito sui social network, amici incontrati nel mondo virtuale ma soprattutto i tantissimi che ho conosciuto negli anni».
Durante il viaggio a New York ha anche colto l’occasione per visitare la East coast a stelle e strisce prima dell’impegno in gara di domenica scorsa. Una esperienza di vita che ha voluto fare senza alcun aiuto, neanche della famiglia. «E non parlo nemmeno una parola di inglese: questa però era la mia sfida, la sentivo nel profondo e ho voluto provare a farla da sola. È stata una esperienza incredibile che mi ha lasciato tanto, sono passate solo poche ore ma dentro di me ho già deciso che quasi sicuramente parteciperò anche alla prossima edizione nel 2017. E potevo anche fare meglio delle 6 ore e 4 minuti che rappresentano una misura comunque migliore di quelle che realizzavo a casa: nell'ultima parte ho cantato, ballato e ho accompagnato una signora conosciuta per l’occasione e che aveva deciso di fare la maratona camminando. Sarà un’avventura che rimarrà indimenticabile - conclude Giovanna Pellegrino - prima di cominciare il percorso di questi ultimi 12 mesi sembrava un traguardo irraggiungibile, sono felice più che se avessi vinto alla lotteria e mi auguro che tutti possano sperimentare un giorno questa esperienza».
Michele Nannini
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