Sicurezza
L’Atlante sfata il tabù del Palagolfo
I biancorossi superano in rimonta la Capitolina Marconi: a ribaltare il risultato (5-3) ci hanno pensato Keko e Baluardi
GROSSETO. Con un incredibile finale l’Atlante sfata il tabù del Palagolfo e supera in rimonta la Capitolina Marconi. 5-3 il finale in favore dei maremmani, ma quanta fatica per piegare la resistenza degli avversari.
L’Atlante cercava di fare la partita in avvio, affidandosi subito alle iniziative di Alex e Keko, senza però trovare il varco utile nella difesa romana. Di contro i gialloneri di mister Budoni abbassavano il ritmo ad ogni occasione, nel tentativo di spezzare le trame dei grossetani. Per accendere la gara serviva la prodezza del singolo, così saliva in cattedra Keko con una splendida giocata personale. Lo spagnolo si liberava di un avversario con un doppio passo, poi chiudeva in diagonale con un tiro all’incrocio che trovava la collaborazione del palo prima di entrare in rete.
L’Atlante insisteva e subito dopo il vantaggio centrava una clamorosa traversa con il rientrante De Oliveira. La Capitolina Marconi non sembrava creare apprensioni ai maremmani che commettevano l’errore di rilassarsi troppo e, puntualmente, incassavano l’inaspettato pari. Era Cerchiari, ben innescato da Ugherani, a superare Borriello con un tiro sotto la traversa che regalava l’1-1 ai romani. La ripresa si apriva con un altro palo colpito da De Oliveira, un segnale della volontà di ottenere il successo da parte dei biancorossi che però, dopo la fiammata di inizio secondo tempo, tornavano ad essere poco lucidi. Ad approfittarne era ancora Cerchiari che insaccava da due passi una corta respinta di Borriello. Alex risollevava l’Atlante, ma la doccia fredda arrivava poco dopo, quando Russo realizzava il suo primo gol in A2 e firmava il 3-2 per i romani. Sembrava finita, invece, nel finale succedeva di tutto: Tommaso Chiappini inseriva il portiere di movimento e prima Keko, poi Baluardi (primo italiano a segnare in questa stagione), ribaltavano il match come un guanto, mentre lo stesso Keko regalava la certezza del primo successo casalingo.
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