Italia
Gavorrano-Grosseto, quasi solo sbadigli
I minerari perdono la vetta, il Grifone è ancora in affanno. Un palo per i padroni di casa che calano nel finale di partita
GAVORRANO. In settimana il capitano del Gavorrano, Samuele Salvadori, lo aveva detto: «Non sarà una bella partita». E infatti non lo è stata. Il derby di Maremma si è chiuso con uno scialbo zero a zero che fa perdere la testa della classifica al Gavorrano, scavalcato dalla Massese, e che non smuove la situazione del Grosseto, ancora alle prese con delle difficoltà nel gioco.
Eppure entrambe le parti ci hanno provato: i rossoblù hanno fatto buona parte della partita, senza però rendersi veramente pericolosi, mentre Sanna ha rivoluzionato la formazione di sette giorni fa cambiando sei titolari. Ma la preparazione e la voglia di fare non sono riuscite a dare i frutti sperati a nessuno dei due.
L’unico vero sussulto nel primo tempo - che resterà poi l’occasione più nitida di tutta la partita - è il palo colpito da Angelo Lombardi al 16’, con un pregevole pallonetto da quaranta metri dopo un’uscita disperata di Iglio. Per il resto, in campo c’è più grinta che qualità. I padroni di casa cercano di farsi pericolosi fin dai primissimi minuti, ma riesce ad ottenere solo due calci d’angolo. I ragazzi di Vitaliano Bonuccelli sembrano più arrembanti rispetto al Grosseto, costretto ad attendere un errore degli avversari per poter rilanciare la sua azione: il tridente di Sanna sa come dare grattacapi alla retroguardia mineraria e lo dimostra ogni volta che riesce ad avere un pallone giocabile, ma il problema per il Grifone è che questi sono davvero pochi. Al contrario, il Gavorrano appare più ordinato, paziente nell’aspettare il momento giusto per impostare il suo gioco. La difesa biancorossa però resiste bene e chiude tutti gli spazi ad Angelo Lombardi e compagni, rendendo inutile ogni assalto. E con questo scenario il primo tempo scorre via tra i falli, le recriminazioni (come quella dei minerari al 14’ per un presunto fallo di mano in area di Sbardella dopo un tiro di Lombardi) ed errori individuali che fanno infuriare i rispettivi allenatori. Tra l’altro, il Grosseto perde Falconieri dopo appena 17 minuti per un infortunio.
Tre occasioni nei primi otto minuti della ripresa risvegliano gli entusiasmi sugli spalti. La prima è di capitan Sinigaglia, che calcia da posizione angolata ma spedisce sull’esterno della rete; la seconda invece è di marca rossoblù, con Moscati che esalta il riflesso di Iglio con una bella girata; infine è Casini a sfiorare il vantaggio con un colpo di testa che sfiora il palo. Il Grosseto sembra più convinto adesso e il Gavorrano ne soffre: Bonuccelli se ne rende subito conto e prima del quarto d’ora toglie un impalpabile Boccardi inserendo Lorenzo Matteo, facendo avanzare Rubechini nel tridente, replicando la mossa vincente contro l’Argentina Arma. Ma per sua sfortuna l’effetto non sarà lo stesso. I giocatori rossoblù infatti iniziano a sentire la stanchezza dopo l’assalto incessante alla porta del Grifone e arrivati alla mezzora sembrano mollare la presa. Anche i nuovi entrati, come Frati, non riescono ad incidere. Anzi, in alcuni casi sono anche dannosi e a nulla servono i richiami a squarciagola di Bonuccelli dalla panchina. Ne potrebbe approfittare il Grosseto di questo drastico calo dei minerari, ma ai biancorossi manca lo sprint giusto per provare il colpaccio. Il gioco non è fluido e occasioni da gol non se ne vedono. I ragazzi di Sanna riusciranno a chiudere in avanti, schiacciando il Gavorrano nella sua area di rigore, senza però farne venire fuori qualcosa di buono. In questo tedio scivolano via anche i tre minuti di recupero, in cui non accade niente.
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