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Grosseto

«Grosseto, la mia svolta: arrivai con Immobile»

«Grosseto, la mia svolta: arrivai con Immobile»

Nando “tagliagole” Sforzini adesso a Viterbo ricorda con affetto il periodo trascorso in biancorosso

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GROSSETO. E pensare che di un suo possibile ritorno a Grosseto si era parlato l’estate scorsa, quando ancora sembrava che l’FC Grosseto facesse l'annunciata domanda di ripescaggio in Lega Pro. Invece, forse anche in maniera inevitabile e lo si capirà nelle righe che seguono, Nando Sforzini, uno di quei giocatori delle recenti stagioni che con Pinilla è rimasto di più nel cuore dei tifosi biancorossi, ha finito per firmare proprio per quella Viterbese che oggi possiamo soltanto seguire con un pizzico di magone.

In una bella intervista, rilasciata a “gianlucadimarzio.com”, il “tagliagole”, come era ed è ancora soprannominato, torna anche sul suo periodo in biancorosso con aneddoti interessanti. «Ho girato tanto, oggi mi sono avvicinato a casa», racconta il bomber che continua a segnare in ogni categoria. Merito del presidente Camilli: «L’avevo già avuto a Grosseto, lo conosco, è ambizioso. Avevo altre offerte in serie B, ma non ci ho pensato un attimo ad accettare». Piazza cercata, voluta, inseguita: «È stata la soluzione più giusta”. Ma quando parla di Grosseto si emoziona: «È stata la mia svolta, mi riscattarono dall’Udinese per 500mila euro e segnai 40 gol in 2 anni. Arrivai a gennaio 2011 insieme a Immobile». Tanti ricordi, a quei tempi Ciro era già grande ma l'Italia non lo conosceva ancora: «Era fortissimo, al primo allenamento impressionò subito! Aveva grinta, tecnica, facilità di gol. Quell’anno non andò benissimo, siglò solo una rete. Ma mi ha sempre detto che grazie ai miei 8 gol gli ho salvato la carriera! Altrimenti chissà dove sarebbe ora».

Simone Inzaghi ringrazia e Sforzini svela l’aneddoto: «Durante il mercato estivo mi chiamò una radio, mi chiesero chi poteva essere l’uomo giusto per la Lazio. Io risposi Immobile, dissi che alla fine sarebbe andato lì. Ma non lo sapevo! È stata un’intuizione, ormai so come funziona il calciomercato». Nando talent scout, chissà... «Ciro era imprendibile, una forza della natura. L’anno successivo esplose a Pescara segnando 28 gol. Io ne feci 20 e arrivai terzo, gli faccio i complimenti per ciò che sta facendo. È l’uomo giusto per Inzaghi». Dopo Grosseto, il Pescara. La serie A: «Ricordo l’affetto dei tifosi, della società. Ma non sono riuscito a dare il mio contribuito in maniera completa».

Oggi una nuova vita a Viterbo, ma Grosseto rimane sempre nel suo cuore. Una città dove ha lasciato anche tanti amici e se fosse andata in un altro modo... (p.f.)

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di Redazione web