Gioco
«Pincione, non farci sentire di nuovo traditi»
Il presidente del club Anno Zero si appella al presidente: noi siamo comunque con la squadra
GROSSETO. I problemi della squadra del Grosseto e della società presieduta da Max Pincioni sono stati affrontati nel consiglio direttivo dello storico Club Anno Zero.
«Ci preme ricordare - si legge in una nota del circolo di via Bulgaria - che il nostro Club, sin dalla sua nascita (1970), è sempre stato di sostegno alla squadra biancorossa».
«Nei diversi anni – si prosegue – abbiamo vissuto, purtroppo, momenti molto difficili, simili all’attuale situazione. Vogliamo ricordare i vari presidenti come: Pieruzzini, Anzidei, Rivetti e Quartaroli Fava, protagonisti in campionati che, per la Grosseto calcistica, usando un eufemismo, erano del tutto anonimi, come i campi di S. Donato in Poggio, Guasticce, Cenaia, Rosia e Staggia. Anche allora, noi del Club Anno Zero c’eravamo perché, per noi, gli undici Bianco-Rossi che scendevano in campo rappresentavano il Grosseto e i nostri colori».
Il Club Anno Zero passa poi ad affrontare il momento attuale: «Nonostante l’amarezza e la delusione per le promesse non mantenute da parte della società, per le quali ci siamo sentiti anche traditi, compreso il trattamento non certamente amichevole riservato al nostro presidente Giorgio Mangiapane, in occasione della presentazione della squadra, che non ha certamente contribuito alla necessaria distensione fra le parti».
«Nonostante tutto – scrive ancora il club - riteniamo opportuno stringerci ancora di più intorno alla squadra e ai giocatori che ogni domenica scendono in campo a difesa dei colori biancorossi, regalando emozioni e che solo chi ama questi colori può capire. Proprio per questo, nonostante le varie incertezze, in molti abbiamo di nuovo sottoscritto l'abbonamento»
Il club Anno Zero sente il isogno di rivolgersi «al presidente Max Pincione, affinché lui e tutto il suo staff si attivino per la risoluzione delle varie problematiche in modo da poter trasmettere alla squadra e ai tifosi quella serenità necessaria. Se così non fosse, ci sentiremo ancora una volta traditi».
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