Italia
Il piatto piange ma c’è tempo per risalire
Un solo punto, ultimo posto: a Sanna spetta il compito di rimettere in corsa il Grifone. Magari cambiando modulo
GROSSETO. Tre partite e un solo punto raccolto, ultimo posto in classifica; è un bilancio decisamente in rosso, quello del Grosseto in questo scorcio iniziale di campionato.
Un paradosso rispetto alla passata stagione, quando la squadra partì decisamente meglio, sebbene costruita allora in fretta e furia. Eppure, le ambizioni dichiarate alla vigilia dalla proprietà sono le medesime, ovvero puntare alla vittoria del campionato. Pure la campagna acquisti è stata alla fine di tutto rispetto, anche se la rosa appare un po’ corta, almeno contando i giocatori d’esperienza. Una squadra che è stata in ritiro e che ha avuto tutto il tempo di preparare la stagione, come e meglio di molte sue avversarie di questo campionato.
Eppure, tutto sembra svanito. L’imbarazzo di mister Sanna nel dopo gara di domenica scorsa, anche se il tecnico sardo è appena salito in sella, parla da solo. Al pari dell’incredulità di capitan Demartis che con Casini e Lisai, ha sposato il “progetto Grosseto”, proprio per togliersi in continente quelle soddisfazioni che un anno fa gli sfuggirono per poco in Sardegna.
Sia chiaro, il tempo per recuperare c’è tutto e non è una frase fatta. Persino la Viterbese nella passata stagione partì col freno a mano tirato, per poi finire per staccare tutti. Marco Sanna ha promesso che da oggi lavorerà il triplo, assieme alla squadra, per riportarla al più presto in classifica dove le compete. Nessun dubbio su questo. Del resto, in appena due mesi, la rosa biancorossa è passata attraverso 3 allenatori diversi, cambi di staff tecnico e una situazione ambientale, non proprio favorevole a chi in campo è chiamato a vincerle tutte.
Dove intervenire allora? Il mercato ha appena chiuso i battenti e appare evidente che questa sarà la rosa almeno sino a gennaio. Da oggi, con un giocatore in più, il giovane, classe 98, Ciko Sevo, centrocampista. Queste prime tre partite che hanno messo in croce il giovane portiere biancorosso, scuola Milan, Francesco Cancelli. Se dopo la prima di campionato, Agovino non se l’era sentita di metterlo in panchina, per timore di “bruciarlo”, forse oggi Sanna deve pensare se invece non sia il caso di concedergli qualche turno di riposo, per farlo lavorare nella tranquillità, prima di riproporlo tra i pali, sempre più caldi, della porta biancorossa. La soluzione c’è e si chiama Mattia Lanzano. Vero che questo lo costringerebbe a mettere un under in più tra gli uomini di movimento, ma è anche vero che gli under davvero non gli mancano. Magari cambiando sistema di gioco e passando a un classico 4-4-2 che forse è più nelle corde degli uomini a disposizione.
In fondo, Agovino non giocava in maniera molto diversa e i risultati lo stesso non erano venuti. Manca un vero cervello pensante in mezzo al campo, mentre in difesa -ormai le prime giornate lo hanno sentenziato - è l’attenzione che pare venir meno troppo spesso. Una serie di problemi lunghissima da risolvere e in poco tempo. A Sanna spetta trovare la soluzione.
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