Il dolore
«Tensione allo stadio di Sestri? Non è accaduto proprio nulla»
GROSSETO. Tutto è cominciato dopo Sestri Levante-Grosseto, con quelle parole di fuoco cheMax Pincione ha rivolto nei confronti di un gruppo di sostenitori del Grifone. O forse anche molto prima. La...
GROSSETO. Tutto è cominciato dopo Sestri Levante-Grosseto, con quelle parole di fuoco cheMax Pincione ha rivolto nei confronti di un gruppo di sostenitori del Grifone. O forse anche molto prima. La società e una parte della tifoseria sono ormai ai ferri corti e, anzi, certi scambi verbali sono all’insegna del torpiloquio. Brutto clima, forse irrecuperabile. E nemmeno aiuta il percorso sportivo della squadra, finora limitato a un solo punto.
Sui social la “guerra” è in atto e anche la più banale dichiarazione può destare l’irritazione da parte di chi il presidente non lo vuole più vedere, nemmeno dipinto. E il dopo-Sestri continua a far parlare, perché Pincione ha rincarato la dose e ha parlato di momenti di tensione nella tribuna, con tanto di scorta dei carabinieri fino alle macchine per alcuni sostenitori biancorossi.
Vero o no? Antonio Fiorini, che domenica era allo stadio Giuseppe Sivori, dice la sua. E dice che non è vero: «Ho deciso di precisare - scrive in una lettera indirizzata anche alla nostra redazione - che il sottoscritto, presente con almeno un’altra decina di tifosi grossetani estranei ai Maremmani 1912 non ha assistito a nulla di quanto riferito dal massimo dirigente della società, né ha avuto il minimo sentore di tensioni fra i tifosi. Siamo andati a Sestri in quattro e, arrivati allo stadio, abbiamo acquistato il biglietto per la tribuna centrale esclusivamente perché le condizioni atmosferiche variavano dalla minaccia di un temporale all’improvviso sole cocente ed abbiamo preferito collocarci nel settore munito di tribuna coperta, peraltro adiacente al settore dove si trovavano i Maremmani 1912, soltanto per seguire la partita al riparo. Non solo, ma sia durante l’intervallo che alla fine della partita ci siamo intrattenuti normalmente con altri tifosi per commentare la prestazione negativa della squadra senza un minimo screzio. Non è un caso se nessuno dei rappresentanti della comunicazione presenti nello stesso settore abbia riportato nulla di particolare nelle cronache del giorno dopo e si siano limitati a parlare della partita».
«Deve essere chiaro - conclude l’avvocato Fiorini - che, per quanto le posizioni della tifoseria nei confronti della società siano alquanto variegate, i sostenitori biancorossi sono unanimi nel rispettare coloro che, in nome della stessa fede biancorossa, ritengono di rapportarsi differentemente con la dirigenza. Una dimostrazione di maturità della tifoseria che dovrebbe servire di esempio anche alle “alte sfere”».
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