Il Tirreno

Grosseto

Un tecnico grossetano per la vela paralimpica

di Maurizio Caldarelli
Un tecnico grossetano per la vela paralimpica

Filippo Maretti vola a Rio per seguire e supportare Antonio Squizzato, un 42enne friulano sul quale l’Italia ha grandi attese nella classe 2.4

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GROSSETO. Con la partenza della comitiva per Rio de Janeiro, è scattata ufficialmente ieri l’avventura azzurra ai Giochi Paralimpici brasiliani, in programma dal 7 al 18 settembre.

Gli sportivi grossetani seguiranno con attenzione le campionesse dell’atletica leggera, da Giusy Versace (due medaglie agli Europei disputati allo Zecchini), a Martina Caironi, fino ad Assunta Legnante e Oney Tapia, che hanno apprezzato ed amato da quando fanno tappa fissa in Maremma con gli Italian Open e, quest’anno, con gli Europei.

La provincia di Grosseto, al contrario di Londra 2012 (Polidori partecipò al torneo di tennis), non avrà atleti al via, ma sarà rappresentata da un conosciutissimo e apprezzato tecnico federale della vela, Filippo Maretti, che, dopo aver lavorato per sei anni con le giovanili olimpiche del windsurf maschile, dal 2011 (a Londra ha portato Fabrizio Olmi all’11ª posizione) è passato al settore paralimpico, alle barche 2.4.

A Rio de Janeiro va a caccia di un bel risultato con Antonio Squizzato, 42enne friulano, un direttore di banca con la passione per il mare, che ha perso la gamba sinistra dall’età di tre anni.

«La Paralimpiade – dice Filippo Maretti – dal punto di vista professionale è un importante punto di verifica dopo quattro anni di sacrifici e di duro lavoro».

«Ho iniziato a seguire Antonio - aggiunge il tecnico maremmano, titolare del Moreno Beach di Marina di Grosseto, un punto di riferimento per gli amanti della vela - dal 2013 da posizioni nelle retrovie e l’ho portato nella top ten. All’ultimo mondiale in Olanda ha finito al settimo posto ed ha permesso all’Italia di arrivare quinta».

Quante possibilità avete di ben figurare?

«Tante. Antonio è uno che ha nella costanza la sua arma migliore. L’esperienza olimpica ci ha insegnato che le condizioni del mare sono imprevedibili, con le correnti che fanno la differenza. Saranno 12 prove da vivere intensamente. Dovremo superare Francia, Germania, Gran Bretagna, Austraia, Canada e Norvegia».

La trasferta in Brasile è stata preparata anche in Maremma: «Per tre anni – dice Filippo Maretti – abbiamo trascorso l’inverno allo Yacht Club Punta Ala, dove c’è una banchina attrezzata e Paolo Prea lavoria sia sui 2.4 che sugli Access 3.03. Antonio ha avuto come sparring partner Gianluca Raggi, che a Rio sarà il timoniere della barca a 3, la Sonar».

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