Sicurezza
«Pincione paghi il canone»
Il Comune replica al presidente di Fc Grosseto: nessun’altra condizione
GROSSETO. «Il presidente dell’Fc Grosseto Pincione ha detto una serie di cose non vere».
L'assessore allo sport del Comune, Fabrizio Rossi, risponde per le rime all’ultimo attacco del massimo dirigente biancorosso, che ha chiamato in causa l’amministrazione comunale, accusandola di non voler trovare un accordo con la società biancossa.
L’amministrazione, che ha parlato della questione anche ieri in giunta, ha assunto una posizione rigida e solo un pagamento delle fatture in tempi brevi può risolvere una situazione surreale, con il Grosseto che sta lavorando da ieri alla sistemazione dei campi avuti in gestione a due giorni dalla scadenza della convenzione firmata con la giunta guidata da Emilio Bonifazi. E se non arriverà il pagamento sarà richiesta la restituzione delle chiavi.
«Quello che si afferma nel comunicato spedito la scorsa notte da Pincione - sbotta Rossi - è totalmente falso. Le nostre intenzioni rimangono quelle manifestate lo scorso 7 luglio. Non è cambiato nulla. Abbiamo solo chiesto a Pincione di pagare quanto dovuto per il canone annuo, senza porre altre condizioni. A noi non basta la promessa fatta all’inizio della settimana e dobbiamo prende al momento atto che il Grosseto ha fatto scadere la diffida fatta ad inizio di agosto».
«A noi bastava il pagamento - prosegue l'avvocato-assessore - delle fatture emesse (sette sulle dodici della concessione annuale) per un totale di 8.800 euro. E in questa maniera il Comune avrebbe anche rimborsato le fatture presentatedal sodalizio biancorosso per un totale di 3.500 euro. In attesa di verificare gli altri importi messi a rimborso dal Football club».
«Deve essere chiaro che a chi ha fatto inadempienze gravi non può essere rinnovata la convenzione. A Pincione abbiamo chiesto una sola cosa: pagare il canone. A questo punto, se non paga, ci deve restituire le chiavi. Sarà poi il Comune a gestire direttamente l'impianto».
Ieri sono iniziati i lavori di sistemazione del manto sia dello Zecchini che del Palazzoli (foto Bf): «È giusto, spetta a loro la manutenzione ordinaria, come riportato nella convenzione e solo per la loro incuria è sfociata in straordinaria. Se pagava il Barbini non si sarebbe trovato in questa situazione. E’ mancata la buona volontà di farlo, come dimostra la questione del trattorino rotto». L’assessore Rossi risponde a Pincione anche sulla richiesta concessione pluriennale: «Non è prevista dal regolamento comunale. Si dovrebbe fare una modifica. Se la società avesse mandato un bel bonifico avremmo potuto dare il via ad un percorso che a ottobre avrebbe portare al rinnovo della convenzione. Di chiacchiere ne sono state fatte tante, ma se non paga».
Rossi è sintonia con il sindaco Vivarelli Colonna e con la giunta: «Chiederemo la restituzione formale delle chiavi e se sarà necessario andremo in tribunale. Non è possibile infatti stare abusivamente allo Zecchini. Noi amministriamo il bene di tutti e non possiamo tollerare certe situazioni. Fa molto male dire certe cose, ma la cosa non è più gestibile e non accettiamo furberie».
La risposta a Barbini. Nella serata di ieri l’Fc Grosseto ha risposto anche alle accuse di Andrea e Roberto Barbini, creditori nei confronti della società, per i lavori effettuati dal 1° settembre al 30 marzo scorso e mai saldati: «La ditta Barbini - scrive il Grosseto in una nota - non ha assolutamente un credito con la scrivente società di 40 mila euro. Gli importi sono i seguenti: 12 mila euro circa per manutenzione ordinaria, cifra oggetto di contestazione in tribunale con opposizione a decreto ingiuntivo, per inadempimenti impitabile alla ditta f.lli Barbini e danni causati al manto erboso (evidenti bruciature); 22 mila euro di manutenzione straordinaria (come dichiarato dalla stessa ditta Barbini in una relazione predisposta per il comune di Grosseto), a carico della amministrazione comunale. La differenza non esiste. Anzi, la Fc Grosseto si riserva ogni opportuna azione stante il carattere diffamatorio delle dichiarazioni di Barbini».
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