Il Tirreno

Grosseto

Ferragosto amaro per il Grifone

di Paolo Franzò
Ferragosto amaro per il Grifone

Pochi giorni di ferie prima della ripresa in attesa di conoscere il futuro della squadra e della società

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GROSSETO. Sono lontani ormai i tempi in cui, il ferragosto biancorosso era festoso e si trascorreva sotto l'ombrellone a pianificare le trasferte della prossima stagione, o a fantasticare sui nuovi acquisti, disquisendo di questioni tattiche, di questo o quel giocatore e del nuovo allenatore che, comunque, non mancava mai.

Le ultime stagioni sono state un lento, inesorabile grafico verso il basso e non inteso solamente come categorie perdute. Il picco verso l’alto di 12 mesi fa, rivisto oggi, appare come un bel sogno, una pia illusione, naufragata poi sugli scogli di una serie interminabile di questioni sempre meno chiare che, oggi, fanno tremare il popolo biancorosso.

È vero, un calendario, un girone, un campionato da fare ci sarebbero, a partire dal 4 settembre prossimo. Un campionato di serie D, tutto sommato, neanche niente male, sulla carta. Ci sarebbe pure una squadra, all'apparenza discreta, anche se ancora incompleta per puntare al vertice che però, sino a oggi, è rimasta lontano dagli occhi dei suoi tifosi, nel verde delle Marche, a 250 chilometri dalla Maremma.

Giocatori che in questi giorni hanno staccato, per una breve pausa e che dovrebbero riprendere a lavorare, ancora nella stessa sede, a partire da mercoledì prossimo.

Il tutto in realtà, ruota attorno ai rapporti, ormai lacerati, tra la società del presidente, Max Pincione e l'amministrazione comunale. Ognuno fermo sulle sue posizioni, in una situazione di stallo che potrebbe concretamente portare, parole dello stesso Pincione, a un anno senza calcio, se lo stesso presidente dovesse davvero decidere di ritirare la squadra dal campionato.

Accadrà davvero, o ci sono ancora i margini per ricucire? Il Comune aspetta dal Grosseto, un assegno intanto di 8mila euro, per diciamo, intanto riprendere il dialogo. Il Grifone, però, sostiene Pincione, non è moroso e vuole quanto gli fu promesso, da attori diversi, ma secondo la società biancorossa, titolari di quello stesso ufficio. I toni, nei giorni passati, sono stati duri. Da una parte e dall'altra. Una partita giocata a colpi di comunicati, talvolta discutibili.

Verrebbe da dire; ma non sarebbe meglio incontrarsi, al riparo da microfoni e telecamere, mettersi a un tavolo e per il bene comune, trovare una soluzione praticabile?

Molti dei tifosi hanno inteso una concreta mancanza di liquidità da parte del Grosseto che sarebbe la vera ragione della mancata richiesta di ripescaggio e così, hanno deciso di contestare questa proprietà e non venire più allo stadio. Grosseto che ribadisce che così non è, ma che senza questa benedetta convenzione di 5 anni per lo stadio, non farà più niente.

Una convenzione in cambio di un assegno, intanto, per ripartire? Può scomparire il calcio per un anno per soli 8mila euro? Anche se poi, il quadro generale è in realtà assai più complesso. Un quadro in cui, augurarsi un buon ferragosto, pare il minimo.

Al rientro dalle mini-ferie si dovrà anche rimettere mano alla squadra, con alcuni ritocchi ad un organico che, contro il Castelfidardo, ha mostrato alcune lacune.

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