Finanza
In corso il processo per bancarotta
Uno spostamento sospetto di 190 mila euro avvenuto nel 2007
PESCARA. Ha vissuto pochi giorni fa un’udienza ricca di episodi il processo sul fallimento del Pescara Calcio in cui insieme a Massimiliano Pincione sono imputati l’altro ex presidente Gerardo Soglia e l’ex amministratore delegato Francesco Soglia, accusati, a vario titolo, di bancarotta semplice e fraudolenta.
Nell’appuntamento più recente, il 12 luglio, hanno testimoniato l’ex curatore fallimentare Saverio Mancinelli e il consulente della procura, Giovanni Mottura, come raccontano le cronache del quotidiano Il Centro. Il crac risale al 19 dicembre 2008, quando la società venne dichiarata fallita, con un passivo di oltre 15 milioni di euro. Mancinelli ha riferito di aver trovato «una situazione pesante iniziata nel 2004, con un indebitamento che veniva spostato verso costi che non comportavano punti di penalizzazione per la squadra». Ha aggiunto che, al momento del subentro, il gruppo dei Soglia «si trovò a fronteggiare una situazione di insolvenza, che in seguito non venne amplificata, ma neanche risolta» e che il quadro contabile era di «circa 8 milioni di euro per omessi versamenti». Si è parlato poi dello spostamento di 190.000 euro, avvenuto nel 2007 sotto la gestione Pincione, dalle casse della Pescara Calcio a un conto intestato alla società Camilla Ltd. «Diversi elementi» ha osservato Mottura, «portano a ritenere che si trattasse di una società di proprietà dello stesso Pincione». Il 7 ottobre 2007 sono subentrati i Soglia alla guida del Pescara Calcio. «Due conti bancari, tra il 2007 e il 2008, vennero alimentati da voci con scritture relative ad anticipi, che intorno a maggio del 2008 formarono un credito di 107.000 euro a favore di Francesco Soglia», ha proseguito Mottura, «quel credito venne rimborsato a tre mesi dal fallimento della società adriatica, con un versamento a favore di Francesco Soglia, mentre già da giugno si era bloccato il pagamento degli stipendi ai dipendenti».
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