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Grifone: game over Il sogno è finito
La papera difensiva condanna il Grosseto all’uscita dai playoff
GROSSETO. Un imperdonabile errore difensivo condanna il Grifone alla sconfitta con l’Olbia (2-1 il finale) e all’esclusione dai playoff del girone G di serie D.
Un ko inatteso e per certi versi ineccepibile, contro un avversario, quello allenato dall’ex biancorosso Michele Mignani, che nei momenti topici della gara è apparso più concreto, tatticamente migliore e fisicamente superiore ai ragazzi di Nevio Orlandi.
I quasi duemila tifosi accorsi allo stadio Carlo Zecchini si attendevano un altro approccio alla partita, preparata con molta cura (e a porte chiuse) durante la settimana. La formazione grossetana, sotto gli occhi del presidente Pincione e del socio americano Janet Mazzullo, ha disputato un primo tempo scialbo, che è decollato solo dopo il vantaggio dell’Olbia. Nella ripresa, invece, il Grosseto ha subito il contraccolpo psicologico dopo il gol di Cossu. Orlandi ha provato a rinforzare l’attacco, inserendo prima Nappello e poi Torri, ma il risultato non è stato soddisfacente. Con l’uomo in più per quasi mezz’ora i padroni di casa sono riusciti a c reare solo quattro occasioni, delle quali solo una nello specchio della porta. Un po’ troppo poco per una squadra che stava per veder svanire il sogno della finale playoff e con esso un piazzamento in pole position nella classifica per i ripescaggi in serie C.
Ci sarà tempo per fare il processo alla squadra, analizzare le decisioni del mister di prese ntarsi ad una gara così importante con un portiere Under, che ha messo lo zampino, in negativo, sulle due reti della formazione ospite. Clamoroso l’errore di valutazione che ha permesso a Cossu di segnare il gol partita direttamente da calcio d’angolo.
Nel primo tempo la gara disputata allo Zecchini è cresciuta di tono negli ultimi venti minuti. Fino a quel momento le due squadre si sono studiate e nel taccuino sono finiti solo i tentativi di Lauria (8') e di Patierno, su cross dalla destra di Libutti, entrambi a lato. Al 28' un brutto errore di Maciucca consente all'Olbia di partire in contropiede: Cossu lancia Mastinu che riesce ad evitare la marcatura di Ungaro ma il diagonale finisce a lato. Al 31' i sardi trovano il vantaggio: Caboni, lanciato da Cossu, lascia partire un tiro che s'infila sul primo palo, con Gagno che colpevolmente non riesce a fermare un tiro non irresistibile. Ferito nell'orgoglio il Grifone inizia un'altra partita e nel giro di due minuti si procura un calcio di rigore: Zotti, servito da Patierno, viene atterrato da Dametto (solo ammonito dall'arbitro). Lo stesso Zotti, al 39' , trasforma infilando la palla alla destra di Van Der Want. Al 45' Di Gennaro ha la possibilità di raddoppiare in mischia, ma il portiere olandese dell’Olbia intuisce e respinge con i piedi.
Nella ripresa non succede praticamente niente (al 5’ c’è solo una punizione alta di Zotti), ma dal 13’ si decide la gara. Gagno non si fida e smanaccia in angolo un tiro di Piredda destinato fuori. S’incarica del corner Cossu, che ha deliziato il pubblico con alcuni lanci millimetrici: sul pallone, spedito sul primo palo, si avventano il portiere Gagno con i pugni protesi e il centrocampista Lauria e probabilmente è quest’ultimo a toccare di testa e a mettere in rete.
Il Grifone va sotto choc, anche se al 21’ il doppio giallo a Pinna potrebbe cambiare il match. L’Olbia, invece, continua a mostrare una maggiore freschezza, un grande controllo delle operazioni. Il Grosseto ci prova al 24’ con Nappello e cinque minuti dopo con un tiro telefonato di Maciucca in bocca a Van den Want. Torri mette fuori da buona posizione al 33’, mentre Di Gennaro segna al 35’, riprendendo la respinta sul tiro di Patierno, ma in evidente posizione di fuorigioco. Nel primo minuto di recupero Lavopa colpisce male e mette a lato.
Finisce qui il sogno dei tifosi, che hanno cantato per 95 minuti, e della squadra che esce dallo stadio accompagnata dai fischi di delusione della tribuna, mentre l’Olbia, che vola in finale con la Torres (1-1 con il Rieti con un gol al 115’) viene salutata con gli applausi.
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