Il dolore
«Sconfitta immeritata, ce la siamo giocata bene»
L’amarezza di mister Orlandi: tutta la concentrazione serve per la gara contro il temibile Olbia
SASSARI. È un Nevio Orlandi rammaricato dopo l’incontro con la Torres, per un risultato che poteva essere più benevolo per i suoi giocatori.
La sconfitta non cambia le carte in classifica con il secondo posto già archiviato da un paio di giornate, ma stando a quanto dice il tecnico maremmano i suoi avrebbero meritato almeno di pareggiare viste le occasioni avute in terra sarda. In questa circostanza è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno, il Grosseto infatti pur con tante assenze importanti e con un modulo poco rodato si è mosso bene in campo, dimostrando di sapersi adattare in base alle proprie disponibilità e alle caratteristiche dell'avversario. Buono a sapersi con i playoff alle porte.
«Direi che è una sconfitta immeritata – commenta il tecnico a fine gara – la squadra si è espressa bene, c’erano elementi che hanno giocato di meno ma si sono mossi bene in campo, parlando di occasioni da rete Lavopa all'inizio della partita ha avuto un'ottima occasione a tu per tu col portiere, ma gli è mancata la precisione. Una gara ben interpretata, pur cambiando qualcosa rispetto al nostro modulo classico. Mancavano i cinque titolari (Ungaro, Zotti, Di Gennaro, Nichele e Maciucca ndr) e sabato si è fermato anche Lauria e non è cosa da poco per noi. La partita è stata in bilico per tutti i novanta minuti. Non scordiamoci poi i rigori che non ci hanno dato almeno in tre occasioni. Libutti è stato trattenuto in area mentre era al tiro e anche Nappello e Torri hanno qualcosa da recriminare per due falli sospetti in area. È andata così, pazienza, hanno vinto loro ma noi ne usciamo comunque a testa alta».
Tempo di archiviare il campionato e pensare ai playoff, mister cosa teme di più dell'avversario Olbia?
«Sappiamo che è una partita secca e siamo consapevoli della nostra capacità di interpretare la gara cambiando il sistema di gioco, un po’ come è successo con la Torres. Quelle che abbiamo davanti a noi sono delle finali, un mondo diverso rispetto al campionato. L’unica paura che ho viene da noi stessi, siamo noi che ci possiamo mettere in difficoltà e sono i nostri limiti che dobbiamo superare, solo così si vincono le partite. Se interpretiamo bene la gara con la fame giusta, con la giusta intensità come abbiamo fatto nelle ultime sfide niente ci è precluso. Andremo in campo per fare il massimo».
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