Il Tirreno

Grosseto

Sei settimane per diventare allenatore Uefa B

Aiac e Figc tengono lezioni a quaranta allievi provenienti anche da Arezzo, Siena e Livorno

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GROSSETO. Sei settimane per diventare allenatori di calcio di squadre che militano nel settore giovanile e nei campionati dilettantistici, attraverso una serie di lezioni teorico-pratiche, sui banchi ed in campo, che porteranno ad un esame per il rilascio del patentino di allenatori Uefa B.

Si tratta del corso di formazione obbligatorio organizzato dalla sezione provinciale di Grosseto dell'Associazione italiana allenatori (Aiac) e dal Settore Tecnico della Federazione italiana giuoco calcio (Figc). Questo è il percorso che quaranta candidati provenienti dalle province di Grosseto, Siena, Arezzo e Livorno seguiranno per un mese e mezzo nel centro parrocchiale e nel campo sportivo di Alberese per poter proseguire od intraprendere la loro carriera di allenatori. Il brevetto, una volta conseguito, darà a chi passerà l'esame conclusivo previsto al termine, il diritto a sedere su panchine di squadre delle categorie esordienti, giovanissimi, allievi, juniores provinciali e regionali (ad eccezione delle squadre che partecipano al campionato primavera) e delle prime squadre dei campionati della Lega nazionale Dilettanti: serie D, eccellenza, promozione, prima, seconda e terza categoria.

Nelle 144 ore previste durante il corso, saranno trattati tutti gli aspetti che interessano il ruolo dell'allenatore dentro la società calcistica: oltre a tecnica e tattica di base, i candidati dovranno seguire lezioni ed approfondimenti sulla corretta metodologia da utilizzare in allenamento, sul regolamento di gioco (a cui prenderanno parte gli arbitri della sezione Aia di Grosseto) ma anche su medicina sportiva, carte federali, psicologia dell’allenatore e primo soccorso. A quest’ampia parte teorica seguirà il vero riscontro di quanto appreso in aula, vale a dire l'applicazione pratica sul campo. Qui verranno provati numerosi schemi tattici ed ogni tecnico sarà chiamato a dare una sua interpretazione sul tipo di impostazione da dare alla propria squadra nelle diverse situazioni (strategie di attacco, difesa, gestione della gara) che possano presentarsi durante una partita. Non mancheranno neppure test fisici. Alcuni dei candidati, tutti forniti di kit contenente zaino, tute, magliette, calzettoni e calzoncini assegnati loro da Aiac, non hanno tradito emozione e curiosità per quello che per loro rappresenta un primo importante passo verso una possibile carriera da allenatori.

«Molti di noi già allenano primi calci od esordienti – dicono alcuni futuri mister poco prima che si aprissero i cancelli della sede del corso – e quindi già conoscono le normative vigenti ma vorrebbero avere un titolo per salire di categoria. Affrontiamo questo corso con grande ambizione».

A chi verrà rilasciato il patentino Uefa B dovrà sostenere dei corsi di aggiornamento obbligatori ogni tre anni, per stare al passo con i tempi di un settore che cambia periodicamente regole ed interpretazioni.

Stefano Fabbroni

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