La manifestazione
Max Lelli epurato, per lui niente Giro
L’ex professionista mancianese, commentatore dalla moto Rai, non è stato riconfermato: «Il motivo non lo so neanche io»
GROSSETO. Una caduta di stile fragorosa, di quelle che non possono passare inosservate.
A compierla questa volta è stata Mamma Rai, che ha disarcionato di sella (in senso figurativo s'intende) Max Lelli, dal 2014 commentatore al seguito delle gare di ciclismo per RaiSport sulla moto, in particolare al Giro d'Italia, e ormai diventato una voce insostituibile per la competenza e gli ottimi servizi che preparava.
È stato l'ex corridore mancianese, che proprio in un Giro d'Italia, era il 1990, si mise in mostra con un 9° posto finale, ripetendosi nel 1991 con due vittorie in montagna e piazzandosi sul podio dietro Chioccioli e Chiappucci, a sparare la notizia sul suo profilo Facebook: «Cari amici, quest'anno non sarò al Giro d'Italia al seguito con la moto con la Rai e non chiedetemi perché dato che il motivo preciso non lo so neanche io. Ho chiesto spiegazioni a Gabriele Romagnoli (nuovo direttore di RaiSport), il quale, molto sbrigativamente, mi ha risposto. “Buonasera: è accaduto che da viale Mazzini è giunta al mio arrivo una segnalazione con richiesta di non impiegare più a RaiSport alcune persone. Il suo nome figurava nella lista. Spiacente”. Evidentemente in Rai è l'ora delle epurazioni. Saranno le nuove politiche aziendali. Buon lavoro, di cuore, a chi resta nella lista dei buoni».
Poche righe senza fronzoli, asciutte come il suo carattere, di uno che conosce bene il valore del lavoro e della fatica giornaliera, segnate però da un profondo dispiacere per non far più parte del gruppo, del quale si sente, e a buon ragione, uno dei protagonisti. Max nel mondo del ciclismo professionista è ancora molto attivo, è uno che va sempre in bici e non ha staccato di certo la spina, rimanendo legato a quella che è stata la sua vita per oltre vent'anni. E anche al telefono Lelli non riesce ad aggiungere molto a quello che ha scritto sul social network, condiviso da decine e decine di amici, amareggiati della decisione incomprensibile della Rai, forse e ancor più del campione: «Purtroppo è una ferita aperta – conferma Max – da parte mia mi sono sempre messo in discussione, ho cercato con umiltà di fare la mia parte, sempre. Evidentemente ci sono altre problematiche che non conosco. Mi dispiace - aggiunge lo scalatore - perché è successo proprio a ridosso della corsa Rosa, e mi hanno liquidato senza troppi giri di parole, senza nemmeno cercare di trovare altre soluzioni. Non pensavo di meritarmi un atteggiamento del genere, ma è evidente che il nuovo direttore ha in mente altre dinamiche. Negli ultimi due anni ho cercato in ogni situazione di migliorare, di crescere anche dal punto di vista tecnico, cosa non semplice dove tutto è analizzato e criticato. Poi certo non sta a me dire se andavo bene o meno. Però in questi giorni sto ricevendo centinaia di attestati di stima, molti di ex compagni, che non capiscono anche loro questo ostracismo da parte della Rai. È un peccato – chiude Max Lelli – Potevano farmi finire la stagione, e invece è andata così». E dire che RaiSport con i suoi canali, anche tematici, ha in mente oltre 200 ore di diretta per il Giro d'Italia. Senza però la voce e la conoscenza diretta di Massimiliano Lelli.
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