Il Tirreno

Grosseto

seconda categoria

Ferioli, un mito tra i pali dell’Amiata

Ferioli, un mito tra i pali dell’Amiata

Imprese sportive e dediche al termine del match del successo finale

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L’Amiata che ha vinto il girone G di Seconda categoria al termine di un campionato stupendo concluso con un finale mozzafiato sul campo della Marsiliana dove la squadra giallorossa di Marco Anselmi ha onorato il campionato fino in fondo mettendo in seria difficoltà la capolista. Il finale di 3-3 è stato accolto quasi come una liberazione dai tanti tifosi arrivati da Abbadia. Una eventuale sconfitta avrebbe costretto l’Amiata allo spareggio con l’Aurora Pitigliano.

Il principale protagonista nel successo dell’Amiata è stato il portiere Raffaele Ferioli, beniamino della tifoseria. Si è guadagnato stima e fiducia sfoderando qualità tecniche e umane. Sotto l’aspetto statistico è indicativo ricordare che in 30 partite l’Amiata ha subito solo 18 gol, 3 dei quali nell’ultima partita ed in ben 16 occasioni è uscito imbattuto dal campo.

È un portiere dotato di carisma e personalità, qualità che ha dimostrato in varie occasioni. Ad Orbetello, una delle tappe più insidiose del campionato, Ferioli fu insuperabile, negando almeno in tre occasioni un gol che sembrava fatto. Ha saputo gestire alla perfezione anche la calda tifoseria dell’Orbetello senza innervosirsi, ma anzi riuscendo a caricarsi in un ambiente ostile che alla fine lo ha applaudito.

Raffaele è un personaggio sensibile, espansivo e colorito nei commenti ed il suo post su facebook dopo la partita di Marsiliana rientra in questi canoni: «Ho vissuto una domenica da infarto, siamo passati dall’inferno al paradiso rischiando di buttare al vento nove mesi di sacrifici, nove mesi dove siamo sempre stati in testa alla classifica. Andare sotto di due gol e recuperare è stato come svegliarsi da un brutto incubo...».

Poi c'è anche il passaggio molto emozionante: «Dedico questa vittoria a mio padre Gino, il vero numero 1 in famiglia, il mio idolo, il mio esempio, il quale tornando a casa dopo la vittoria del campionato mi ha abbracciato. Era emozionato più di me... È grazie a lui ed alle sue parate se fin da piccolo mi sono innamorato del ruolo del portiere».

Infine c’è anche un’altra significativa dedica: «È per il primo che mi sgrida quando prendo un gol ed è il primo che mi abbraccia forte e mi dice bravo quando vinco: è mio figlio Christian».

Paolo Mastracca

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa