Italia
De Masi come Mourinho «Un grande motivatore»
ROSELLE. Michele De Masi si è ritagliato un ruolo fondamentale in questa nuove strepitosa e indimenticabile stagione del Roselle. Ha saputo gestire con oculatezza e saggezza un gruppo forte composto...
ROSELLE. Michele De Masi si è ritagliato un ruolo fondamentale in questa nuove strepitosa e indimenticabile stagione del Roselle. Ha saputo gestire con oculatezza e saggezza un gruppo forte composto da giocatori dotati di carisma. In questi casi se un mister non ha personalità rischia di essere soggiogato dal carattere dei giocatori.
Michele De Masi ha superato questo ennesimo esame alla grande. Ha saputo guadagnare la fiducia e la stima di ogni giocatore con la forza delle idee, con la capacità di saper dialogare e lo ha fatto seguendo un principio chiaro e ben definito: ha sempre anteposto le esigenze del gruppo a quelle del singolo giocatore. La sua filosofia è chiara: il gruppo ti fa vincere, un singolo giocatore può rafforzare il gruppo ma non può farti vincere il campionato. Concetti che sembrano scontati ma che nel calcio non sono facili da adottare, invece De Masi li ha applicati alla lettera adottando la dovuta elasticità in base alla diverse fasi che una lunga stagione calcistica comporta. Non è un caso che molti giocatori del Roselle hanno rimarcato come l’autentico valore aggiunto di De Masi sia quello di essere un formidabile motivatore.
In effetti chi è sceso in campo ha sempre dato il massimo, i titolari sono stati costantemente impeccabili e chi talvolta ha sostituito i titolari non li ha fatti rimpiangere. Caratteristiche che hanno spinto qualcuno a definire Michele De Masi lo Special One della Maremma. In realtà sotto l’aspetto di essere entrambi straordinari motivatori esiste un filo conduttore tra De Masi e Mourinho ma il modo in cui ottengono tale risultato passa da strade diverse. Mourinho deve creare una serie di nemici esterni per caricare la sua squadra, De Masi punta al senso di appartenenza per fare emergere tutte le energie di cui dispongono i suoi giocatori. Il senso di appartenenza è uno dei segni distintivi del Roselle, un concetto che la famiglia Ceri ha cercato di inculcare nei propri giocatori e lo ha saputo fare così bene che il presidente Simone Ceri elogiando i suoi giocatori ha affermato: «sono esattamente come li ho sempre desiderati». Si capisce come l’attaccamento alla maglia per i proprietari del Roselle non sia una frase fatta ma un autentico stile di vita assolutamente necessario per arrivare a vestire la maglia biancoceleste. Da autentico maremmano Simone Ceri spera che il calcio grossetano possa crescere insieme al Roselle: «il nostro desiderio è che il prossimo anno nel campionato di Eccellenza siano due le squadre maremmane rappresentate. Oltre al Roselle sarebbe bello che ci fosse anche l’Albinia e per tale motivo spero che domani i rossoblù riescano a vincere lo spareggio play out contro il Gambassi». (p.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
