Il Tirreno

Grosseto

Grifone, gruppo coeso C’è ancora speranza

di Paolo Franzò
Grifone, gruppo coeso C’è ancora speranza

La vittoria di San Cesareo simbolo di tutta una stagione

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GROSSETO. Può cambiare l'allenatore, possono cambiare i protagonisti in campo, ma il Grifone di questa stagione, rimane sempre uguale a se stesso.

Nella rocambolesca vittoria di San Cesareo, c'è tutto il campionato dei biancorossi, nel bene e nel male, ma per una volta, con un finale una volta tanto favorevole al Grosseto che strappa i 3 punti proprio sui titoli di coda della partita. Una vittoria che potrebbe risultare alla fine di straordinaria importanza nell'economia di questo finale di stagione. Il sorpasso sul Rieti, pure lui sconfitto a Ostia, giunto quando ormai lo scoramento per il pareggio appena subito dai laziali aveva gettato tutti nello sconforto, può regalare quella carica che spesso in questo tipo di gare era mancata. Per come la panchina si è gettata in campo al gol di Torri e per come tutta la squadra ha festeggiato dopo in mezzo al campo, non ci sono più dubbi: il gruppo c'è ed è assolutamente coeso.

E' un punto fondamentale, dal quale ripartire per costruire le prossime vittorie. Alla faccia dei gufi e di tutti quelli che amano sparlare di questa squadra. Un Grifone che ha mostrato anche di avere ancora gamba, capace di correre sino al 90' e oltre. Una condizione atletica importante a questo punto del campionato, quando la primavera spesso gioca brutti scherzi alle gambe dei giocatori. Ma soprattutto, la squadra ha mostrato di avere un gran carattere, nel non mollare, credendoci fino alla fine, malgrado i tanti errori fatti che avrebbero potuto ammazzare chiunque.

Biancorossi che non hanno davvero ripetuto Ostia, con un ottimo approccio alla gara, ma puniti al primo errore. Del resto, la fase difensiva ha mostrato di nuovo i problemi di sempre: clamorose disattenzioni e talvolta poca attenzione. Due gol presi, un tentativo di autogol fallito di un nulla. Alcuni falli che potevano costare molto caro.

Non c'è niente da fare, questo Grosseto è così, con i suoi 40 gol al passivo, tanti proprio quanti ne ha subiti il San Cesareo. Per fortuna però, malgrado Palumbo sia fuori rosa, con i suoi 19 gol segnati, davanti la squadra non perde il vizio di segnare parecchio, trovando finalmente anche il timbro di Omar Torri che decide la partita con un tiro impossibile, sfidando la leggi della fisica e gonfiando la rete quasi con una magia che finisce per sorprendere tutti. Che sia un segno? Può darsi.

Il Grifone resta la squadra che segna di più (63 gol all'attivo). Ma pure quella che si divora quantità industriali di reti. Anche a San Cesareo, i torelli hanno gettato alle ortiche palle gol clamorose che avrebbero potuto evitare rischi di infarto ai tifosi biancorossi al seguito. Ma pure questo è un marchio di fabbrica di questo Grosseto.

Alla fine, più della tattica, ha trionfato il cuore di una squadra che sembrava non averne più. Volgendo lo sguardo in avanti, vien quasi da dire che in fondo, c'è ancora speranza per il vecchio Grifone.

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