Sicurezza
La prima immersione di Caterina, sub non vedente
A 49 anni ha voluto provare un’esperienza nuova: «Cerco di fare tutto ciò di cui mi credo capace»
GROSSETO. Non vedere non significa non vivere. E vivere è anche e soprattutto coraggio. Quello che ha dimostrato Caterina, che ha 49 anni e non vede le persone che parlano con lei, ma le saluta, le accarezza con le mani e con lo sguardo.
Non vede quanto possano essere felici o sentirsi coraggiose, quelle persone, grazie al suo, di coraggio. Caterina Giovannelli ha 49 anni, non ci vede, ma i suoi occhi, come ogni angolo del suo corpo, vivono, sono affamati di vita, fanno quasi invidia. «Oggi sono stata in treno, da sola, per fare una visita a Pistoia - racconta sorridendo - io cerco di fare tutto quello che posso fare. Così mi sono detta: proviamo anche questa».
«Anche questa» è un'immersione organizzata dalle associazioni Tartasub, Opsis e dalla Uisp alla piscina di via De Barberi. E' un progetto bello, bello e complicato, che mette paura come tutte le cose belle e complicate: Caterina paura non ne ha. E anzi, ha coraggio. «Ci vedo poco, è vero - sorride ancora - ma non per questo mi voglio fermare».
Il battesimo dell'acqua c'è stato l'altro pomeriggio, alla piscina di via De Barberi. Accanto a lei Juri Catoni e Franco Monaci, istruttori di Tartasub, Elisabetta Luschi e Stefania Villani, di Opsis, Sergio Stefanelli, presidente provinciale della Uisp. Juri e Franco l'hanno seguita, le hanno spiegato come si "arma" una bombola, come si indossa una muta, come si entra in acqua, come ci si abitua a lei, come si scopre. Sorrisi, emozioni, brividi.
Per tutti il messaggio è chiaro: «Era importante partire - spiegano in coro - perché un’iniziativa come questa può abbattere tante barriere, deve abbattere tante barriere. Servono solo tempo e coraggio, per questo dobbiamo tutti ringraziare Caterina».
Già, il tempo. E il coraggio. Il coraggio di Roger, che è normodotato, ma voleva provare a immergersi accanto a Caterina, forse perché ha capito che Caterina è come lui, anche se ha un problema in più, forse perché è stato stregato dal suo coraggio. Il coraggio di Caterina, lezione per tutti: «Perché la vita non si deve fermare».
Guai a fermarla, Caterina, la vita va vissuta senza paura, tutto per un sorriso. Perché i dettagli fanno la differenza e la felicità è nelle piccole cose, piccole o grandi come un sorriso.
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