Il Tirreno

Grosseto

Il primo Grosseto firmato da Orlandi

di Paolo Franzò
Il primo Grosseto firmato da Orlandi

Niente spettacolo ma tanta pratica e ordine tra i reparti

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GROSSETO. Vittoria del gruppo. Spirito di sacrificio. Spogliatoio unito e compatto. Sono le parole del dopo gara con l'Albalonga dei protagonisti biancorossi. Dall'altra parte, l'allenatore ospite con estrema franchezza sottolinea come il Grosseto della gara di andata lo avesse impressionato assai di più.

Nessun dubbio che quello visto domenica scorsa è di fatto il primo vero Grosseto del dopo Giacomarro e, quindi, di Nevio Orlandi. Se quello dato al 3-5-2 sia stato un addio, velocizzato dall'indisponibilità di Lavopa, o se si tratti solo di un arrivederci, lo scopriremo nelle prossime gare. Fatto sta che il Grifone gioca per la prima volta in maniera pratica, con ben poche licenze allo spettacolo, ma alla fine porta a casa 3 punti col minimo sforzo e soprattutto, senza prendere gol. Fatto questo che non accadeva dal 6 gennaio scorso, quando i biancorossi liquidarono il Trastevere per 4-0. Mai avevamo visto in questa stagione una squadra così attenta alle distanze tra i reparti, pronta a mettersi dietro la linea della palla al completo, in fase difensiva, capace in pratica di non concedere una palla gol che fosse una a un Albalonga che, di fatto, in trasferta è una delle migliori squadre del girone, sebbene scesa in Maremma con assenze importanti.

Il Grosseto doveva vincere e questa era l'unica cosa importante, a prescindere dal come arrivare a portare a casa i 3 punti; e così alla fine è stato. Un rigore di Nappello e poco più, per un Grosseto che in questo campionato ha viaggiato a lungo con una media gol altissima, incurante quasi della fase difensiva, sino a diventare un autentico paradosso, col migliore attacco del girone e una difesa da retrocessione. Un problema cui non si praticamente mai riusciti a porre rimedio.

Non rimaneva che fare un tentativo a livello tattico ed è quello che abbiamo visto contro l'Albalonga. Senza dimenticare che i biancorossi hanno giocato senza i loro re del gol: Zotti in panchina e Palumbo in tribuna e con in campo Lauria e Maciucca che mancavano da lungo tempo, oltre a Olivieri e Di Gennaro che pure qualche partita l'avevano saltata e certamente non erano al massimo della condizione.

Per altro, rientrare in coincidenza della prima giornata davvero calda, certamente non ha agevolato la tenuta fisica di questi giocatori. Allora ben vengano 3 punti così, magari con qualche sbadiglio in più in tribuna, ma in fondo pure per la difesa biancorossa. Prima di Ostia, il gruppo parlava di 7 finali da vincere. E' ancora possibile arrivare a 6 e forse ne basterebbero anche 5, per centrare l'obiettivo minimo, anche se il Rieti non sembra davvero intenzionato a cedere la piazza d'onore. Ma capitan Di Gennaro garantisce che nessuno è disposto a mollare e questa è forse la notizia più bella. Una vittoria importante, anche perché il Grifone mette 6 punti di distacco sull'Arzachena, oggi prima squadra fuori dai playoff che vanno raggiunti a prescindere, anche giocando male, con questo spirito e magari recuperando giocatori importanti.

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