Il Tirreno

Grosseto

Riecco i tre punti ma emozioni zero

di Maurizio Caldarelli
Riecco i tre punti ma emozioni zero

Il Grifone che batte l’Albalonga non convince: poca grinta

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GROSSETO. Il Grifone torna alla vittoria contro l’Albalonga, superata solo su calcio di rigore, e fa un piccolo passo avanti verso i playoff, anche se il Rieti conserva, nell’ultimo quarto d’ora di gioco, il secondo posto, a spese dell’Arzachena.

I tre punti messi in tasca dalla squadra di Nevio Orlandi, a dire la verità, sono l’unica cosa bella di una giornata che ha regalato pochissime emozioni agli appassionati. Il Grosseto, oltre al sacrosanto rigore, ha effettuato innanzitutto un altro tiro in porta ed anche il portierino maremmano Gagno non ha avuto grandi problemi a fermare un paio di tentativi laziali.

Il primo vero caldo della stagione ha bloccato le gambe e le idee di Di Gennaro e compagni che, probabilmente, hanno risentito inconsciamente delle vicissitudini di prima e dopo Pasqua, con gli allontamenti di Zotti e Palumbo, poi reintegrati, anche se del bomber ieri non c’è stata traccia.

Costretto a giocare con tre mediani per l’improvvisa assenza di Vito Lavopa, colpito da un lutto familiare, il Grosseto è apparso troppo lento e prevedibile per poter creare occasioni a grappoli come faceva con mister Giacomarro. L’Albalonga, che chiedeva alla gara di ieri la possibilità di continuare a sognare un posto nei playoff, non è apparso un avversario trascendentale, anche se Corsetti ha creato qualche problema alla retroguardia.

Il Grosseto, dopo dieci giornate, è comunque riuscito a conservare la porta inviolata (è la sesta volta in tutta la stagione) in maniera abbastanza tranquilla; Orlandi per evitare sorprese inutili nei quattro minuti di recupero ha inserito addirittura Peana ed ha predisposto una difesa a cinque. Della serie: meglio aver paura che buscarne. Il problema è che una squadra che vuole continuare a sognare il secondo posto o quanto meno un piazzamento di prestigio per i playoff che sono decisivi per il ripescaggio, dovrebbe giocare con più grinta e carattere ed essere più concreta in fase offensiva, dove va rivista la coppia Nappello-Di Gennaro. Orlandi e il vice Bifini hanno preso appunto delle cose che non hanno funzionato e in settimana, in vista della trasferta di San Cesareo, cercheranno di sistemarle.

L'avvio della gara è stato piuttosto blando, con il Grosseto che stenta a trovare il ritmo per dominare l’avversario. I primi tentativi biancorossi sono piuttosto timidi: al 12’ il sinistro di Vaccaro finisce a lato, come il tiro di Nappello al 18’. Al 20’, dopo un’azione di angolo, Ungaro invece svirgola e l’azione sfuma.

L’Albalonga, dal canto suo, gioca tranquilla e al 22’ lo slalom ubriacante del vivace Corsetti finisce tra le braccia di Gagno.

Al 23’ l'episodio che cambia il volto alla gara: Panini, in chiaro ritardo sul pallone, colpisce nettamente Nappello. L'arbitro Mastrogiuseppe non ha dubbi nell’assegnare il calcio di rigore, che lo stesso Nappello trasforma con un tiro centrale che viene solo sfiorato da Leacche.

Nella ripresa non cambia di molto il comportamento delle due squadre, che solo a tratti si svegliano dal torpore. Il primo sussulto al terzo minuto con il tiro di Olivieri finito alto. Al 9’ invece è Vaccaro che si fa parare un buon destro dal portiere ospite.

L'Albalonga ci prova al 14’ con una bella torsione di Guaita che finisce tra le braccia di Gagno. Al 31’ velenoso tentativo del neoentrato Patierno che si spegne di poco alla destra della porta laziale. Nelle battute finali si fa preferire l'Albalonga ma senza creare pericoli alla porta del Grifone.

Nel recupero Patierno con un pallonetto va vicino al raddoppio.

Il Grosseto mantiene la palla lontano dall’area, evitando un guizzo finale dei laziali, e può esultare per i tre punti che quanto meno serviranno a rassenerare i giocatori ed il presidente Max Pincione, atteso nei prossimi giorni a Grosseto per sistemare soprattutto la questione della convenzione pluriennale con il Comune per la gestione dello stadio Zecchini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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