La protesta
La Coppa Latina consacra nell’olimpo l’Italia di Mariotti
Secondo posto, lotta testa a testa con il forte Portogallo, miglior risultato di sempre: il futuro dell’hockey è azzurro
FOLLONICA. L’Italia di Massimo Mariotti ha chiuso al secondo posto la coppa Latina andata in scena al Palagolfo Micheli.
È il miglior risultato della nazionale azzurra alla kermesse riservata agli under 23 dal 1990, un traguardo raggiunto con caparbietà e senso di squadra, riuscendo a impensierire fino all’ultimo secondo il Portogallo vincitore della competizione nonostante quella italiana fosse la squadra dall'età media più giovane.
La medaglia d’argento è arrivata grazie al pareggio per 2-2 contro la Spagna nell’ultima partita della coppa. Grazie alla differenza reti gli azzurri avevano due risultati su tre per superare gli iberici ma coach Mariotti non ha mai giocato per il pareggio, anzi. Dopo un avvio difficile e nel quale la Spagna è passata in vantaggio (Casas al 6’ su splendida azione corale) rischiando addirittura più volte di prendere il largo, gli azzurri si sono ricompattati nella seconda parte della prima frazione aumentando l'intensità difensiva e resistendo agli affondi delle furie rosse. C’è voluto un numero di Cocco a fil di sirena, fino a lì decisamente deludente, per trovare il meritato pareggio che ha ridato fiducia all'Italia, precisa e veloce nella ripresa tanto da passare in vantaggio al 7’ con un bel tiro da fuori di Alessandro Verona. La reazione iberica è soprattutto fisica, gli azzurri reggono il colpo (Mattia Verona para a Torres un rigore al 12’) e potrebbero chiudere i conti con il tiro libero di Compagno per il decimo fallo che però si infrange sul palo, così con la spia della riserva azzurra accesa la Spagna pareggia al 17’ con Alabart. Nel convulso finale c'è tempo anche per il debutto di Michael Saitta fra i pali per l’infortunio muscolare occorso a Verona: il portierino del golfo ci mette del suo nell’ultima azione spagnola e l'Italia torna così meritatamente sul podio.
«Il merito è tutto dei giocatori, in pista ci vanno loro – le parole di Massimo Mariotti a fine torneo – i ragazzi hanno dimostrato di credere in quello che cerco di trasmettergli, ovvero essere propositivi, sfruttare le nostre qualità e diventare camaleontici quando serve».
«È un lavoro lungo – aggiunge il tecnico grossetano – ma questa squadra ha dimostrato di avere fame: non devono montarsi la testa ma continuare a lavorare, se proseguiremo in questo percorso l’Italia potrebbe arrivare dove è anni che non arriva anche a livello mondiale. Adesso sono doverosi i complimenti a tutta la squadra, per il futuro mi aspetto una crescita complessiva sperando che i ragazzi possano giocare con continuità nelle loro squadre».
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