Il Tirreno

Grosseto

«Qualche giocatore rema contro»

di Paolo Franzò
«Qualche giocatore rema contro»

Atto d’accusa del presidente Pincione. E ai tifosi: «Non faremo denunce ma basta violenza»

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GROSSETO. E' un presidente Max Pincione arrabbiato e deluso, ma pure molto lucido nell’analisi del momento biancorosso, quello che raggiungiamo telefonicamente a New York, dove si trova in questo periodo per questioni legate al proprio lavoro.

Presidente, come ha preso questa inaspettata sconfitta di Ostia?

«E' stata una prestazione indegna da parte della squadra. Però purtroppo, quando hai uno, due, tre elementi che vogliono fare di testa propria e che non sposano il progetto, c'è poco da fare. In questo senso, credo che il doppio cambio della ripresa dica molte cose no? Dopo, da quanto mi hanno riferito, la squadra ha pure giocato meglio. Quello che mi fa arrabbiare è l'atteggiamento di alcuni giocatori dei più anziani ed esperti che finisce per condizionare anche il resto della squadra. Guardate che qui non è un problema di dirigenza, o di allenatore, ma il problema è che ho l'impressione che ci sia qualche giocatore che stia remando contro».

Ma perché secondo lei? Com'è possibile?

«Questo non lo so davvero. Non voglio neanche star qui a far nomi di giocatori, queste sono questioni che dobbiamo risolvere internamente. Ma se c'è qualcuno che non ci crede più, è giusto che se ne stia in panchina, in tribuna, o che magari se ne vada anche».

Ci saranno dei provvedimenti nei confronti di questi giocatori?

«Prenderemo sicuramente dei provvedimenti».

E col mister vi siete parlati dopo la partita?

«Sì, ci siamo sentiti. Ma parleremo con più calma nei prossimi giorni. In ogni caso, in una situazione del genere, credetemi, neppure Mourinho riuscirebbe a fare qualcosa. Se qualcuno rema contro, non c'è allenatore che possa mettere le cose a posto».

Un altro capitolo riguarda la contestazione di cui è stata vittima la squadra al suo rientro in città: qual è il suo pensiero a riguardo?

«Contestazione? A me sono state riferite cose diverse e molto più pesanti. Dico subito che sono cose che non mi piacciono e che non fanno parte della mia cultura dello sport. Voglio invitare i tifosi del Grosseto a non ripetere certi episodi, almeno non in questi modi. Non è nostra intenzione comunque fare denunce, ma ripeto, spero che non accada più una cosa del genere».

Infine, l'ormai annosa questione legata alla convenzione per l'uso dello stadio Zecchini: ci sono novità da registrare su questo?

«Stiamo preparando un comunicato stampa per fare chiarezza. Non ho nessuna voglia di essere stritolato dalla macchina politica e burocratica italiana. Io sono un uomo di parola e, per quanto mi riguarda, le promesse vanno mantenute, punto. I tifosi devono capire che qui non è una questione legata a questi 5mila euro che dovremmo dare al Comune. Beh, loro ne devono 45mila a noi e non hanno neppure firmato niente in tal senso, mentre stanno sempre lì a ribadire di questa somma per la quale saremmo morosi. Io mi ricordo molto bene le promesse che ci furono fatte quando arrivammo a Grosseto l'estate scorsa. Bene, senza quelle promesse, noi non saremmo mai partiti qui, sia chiaro. Eravamo tranquilli perché le forze politiche della città allora ci garantirono che non ci sarebbero stati problemi per l'uso dello stadio e una convenzione di più anni. Invece, siamo quasi in fondo alla stagione e ancora non se ne viene a capo».

Presidente, quando tornerà a Grosseto?

«Dopo le festività, ma ancora non ho deciso la data».

Intanto la squadra riprenderà oggi gli allenamenti che dureranno sino a venerdì, per poi riprendere la settimana dopo nella preparazione alla prossima partita con l'Albalonga. Una ripresa degli allenamenti molto delicata, soprattutto dopo le dure parole del numero uno del Grifone.

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